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478 pensieri (451-452)

del male? E qual fosse l’effetto di questa precisa scienza, vedilo p. 446-447. (22 dicembre 1820).


*   È cosa mille volte osservata che gl’individui naturalmente son portati a misurar gli altri individui da se stessi, cioè a creder vero assolutamente quello ch’è vero soltanto relativamente a loro. Anzi naturalmente, l’individuo appena può concepire formalmente un altro individuo di diverso carattere, indole, pensare, fare ec. Al piú concepirà che questo sia, perché lo vede, ma non il come sia, non la espressa e definita costituzione di quell’individuo, diversa dalla sua. Neanche nelle menome e accidentali differenze, e quotidiane e usuali. Se dunque gl’individui, quanto piú naturalmente le specie e i generi, rispetto alle altre specie e generi! se dunque le specie e i generi di uno stess’ordine di cose, quanto piú tutto quest’ordine di cose complessivamente, rispetto a un altr’ordine, o esistente o possibile!  (452) Ella è cosa certa e incontrastabile. La verità, che una cosa sia buona, che un’altra sia cattiva, vale a dire il bene e il male, si credono naturalmente assoluti e non sono altro che relativi. Quest’é una fonte immensa di errori e volgari e filosofici. Quest’é un’osservazione vastissima che distrugge infiniti sistemi filosofici ec.; e appiana e toglie infinite contraddizioni e difficoltà, nella gran considerazione delle cose, massimamente generale, e appartenente ai loro rapporti. Non v’é quasi altra verità assoluta se non che Tutto è relativo. Questa dev’esser la base di tutta la metafisica. (22 dicembre 1820).


*   In proposito della pretesa legge naturale, come in natura non esista idea né legge di contratto, e come non ci possa assolutamente esser contratto obbligatorio in natura, ancorché fatto realmente, e con