Pagina:Poesie (Monti).djvu/68

52 IN MORTE DI UGO BASSVILLE

Ma dolce1 con un riso la raccolse
     E confortolla l’angelo beato
     15Che contro Dite2 a conquistarla tolse.
E, Salve, disse, o spirto fortunato,
     Salve, sorella del bel numer una3,
     Cui rimesso è dal cielo ogni peccato.
Non paventar: tu non berai4 la bruna
     20Onda d’Averno, da cui volta è in fuga
     Tutta speranza di miglior fortuna.
Ma la giustizia5 di lassú, che fruga
     Severa, e in un pietosa in suo diritto6,
     Ogni labe7 dell’alma ed ogni ruga,
25Nel suo registro adamantino8 ha scritto,
     Che all’amplesso di Dio non salirai
     Finché non sia di Francia ulto9 il delitto.
Le piaghe10 intanto e gl’infiniti guai,
     Di che fosti gran parte11, or per emenda
     30Piangendo in terra e contemplando andrai.
E supplicio ti fia la vista orrenda
     Dell’empia patria tua, la cui lordura
     Par che del puzzo i firmamenti offenda;

    guata...».

  1. dolce: in forza avverb.
  2. Dite: cfr. la nota al v. 44 p. 38.
  3. del bel numer una: una delle salvate. La medesima locuzione, ma con altro senso, è nel Petrarca P. II, canz. VIII, 14: «Vergine saggia, e del bel numer una...».
  4. tu non berai ecc.: tu non anderai all’inferno, da cui ogni speranza di miglior condizione fugge. Dante Inf. iii, 9: «Lasciate ogni speranza, voi che entrate»: v, 44: «Il Nulla speranza gli conforta mai, Non che di posa, ma di minor pena».
  5. Ma la giustizia ecc.: «L’idea fondamentale di questo poema è la condanna del protagonista. Or codesta pena, veramente singolare, è una parte della condanna che nel «Messia» fu decretata a Giuda. A lui grida Obbadone, l’angelo della morte: «Colui che nella formidabil destra ha la bilancia e nella sinistra la morte, ha detto: Non c’è misura, né numero ai tormenti che saranno accumulati sul capo del traditore. Ma, prima, tu gli mostrerai il Redentore che pende tutto sangue dalla croce; poi, di lontano, il regno della beatitudine, e in ultimo lo menerai nell’abisso» (Messia, VII, 236). Come dicevo, la condanna di Bassville è simile, anzi identica all’ultima parte della condanna di Giuda; cosí questi, come quegli, dovrà patire un supplizio morale, che consisterà nella vista degli effetti del proprio delitto; e cosí questi, come quegli, udita la sentenza, si muoverà dietro all’angelo a cui n’è commessa l’esecuzione (Messia, VII, 244). Che se per Giuda il viaggio è principio di nuove e maggiori pene, e per Bassvillo è pena unica, alla quale seguirà la beatitudine; codeste sono differenze che non riguardano ciò che di piú essenziale è nelle due finzioni». Zumb., p. 11. — fruga: punisce. Dante Inf. xxx, 70: «La rigida giustizia che mi fruga». Purg. iii, 3: «Rivolti al monte, ove ragion ne fruga».
  6. Severa, per il gastigo; pietosa, per la beatitudine che al gastigo del purgatorio fa seguire.
  7. labe: macchia (lat.). — ruga: Ariosto XII, 82: «Virtude andava intorno con lo speglio, Che fa veder nell’anima ogni ruga».
  8. adamantino: di diamante, eterno, e quindi ne’ suoi decreti immutabile.
  9. ulto: vendicato (lat.). Ariosto XLI, 62: «Per questo tardi vendicato od ulto Fia dalla moglie....»
  10. Le piaghe: gli effetti delle cattive opere de’ malvagi. Dante Purg. vii, 93: «le piaghe c’hanno Italia morta».
  11. Di che ecc.: «Enea, raccontando i mali della sua patria, disse, Quorum pars magna fui [En. II, 6]; e avea ben ragione di dirlo. Ma che ha egli fatto questo Bassv. per meritare l’onore di un dotto cosi magnifico? perchè ingrandirlo a spese del vero?» È il Monti stesso che nota il di-