Pagina:Panzini - Dizionario moderno.djvu/182

Div — 140 — Dol

al divorzio Una delle tante parole di conio arbitrario e di vita effimera.

Divulsione: in medicina significa dilatazione forzata. Voce formata dal latino dis, che indica separazione, e vellere = strappare (piloro, retto, collo dell’utero).

Dixit latro ad latronem: disse il ladro al ladrone: motto latino tolto dalle antiche favole per significare lo scambievole accordo, i reciproci patti fra gente di mal affare.

Doccia o doccia fredda: per traslato dall’azione terapeutica calmante, dicesi familiarmente di notizia o di osservazione, la quale abbia virtù di calmare fieri propositi, esaltazione di idee, spesso deviando il pensiero in opposta parte. Aver bisogno d’una doccia: fr., avoir besoin d’une douche, detto di chi non intende ragione e si esalta oltre misura.

Docente: semplicemente per maestro, insegnante, ha del pedantesco e l’orecchio mal si abitua a questo latinismo. | Libero docente è chiamato colui il quale per alcuna sua riconosciuta perizia e dottrina ottiene facoltà di insegnare negli istituti superiori una disciplina o scienza affine e di corredo a quella che è nei programmi di una data facoltà. La libera docenza, cosa ottima in sè, nella pratica talora è un accorto mezzo per far molta strada con poca fatica.

Docenza: voce usata insieme all’aggetgettivo libera. V. Docente.

Dock: dal celtico dekken = chiudere, contenere: indica una serie di bacini fiancheggiati da magazzini a più piani: il tutto abilmente disposto per il pronto e sicuro carico e scarico delle navi. Famosi quelli di Londra sul Tamigi. | Il Guglielmotti propone, anzi registra, l’antica voce dicco; e va bene: bisogna poi trovare chi l’adoperi ed intenda. Alcuni traducono dock con calate. A Genova dicesi calata.

Doctor in utroque: dottore nell’uno e nell’altro diritto, cioè nel diritto civile e noi diritto canonico.

               Tibi quoque tibi quoque
               è concessa facoltà
               di potere in jure utroque
               gingillar l’umanità.


Documentazione: invece di prova, documento, non la trovo in nessun lessico. Però la si legge: Es. «Sarebbe una documentazione di vergogna e nessuno vuol darla pel proprio paese». È una delle non poche voci abusive fatto non so se per influsso del francese (documentation) ovvero del suffisso zione che sembra porgere più efficace l’idea della cosa in atto piuttosto che in fatto.

Documento umano: questa locuzione abusata è di E. Zola: document humain. V. le Roman experimental (Charpentier, 1880) e più particolarmente un capitolo del trattato Sul Romanzo (Du Roman) intitolato: Les documents humains. Secondo lo Zola il naturalismo si estende (e ne fu iniziatore il Balzac) su la letteratura: un romanzo può ridursi ad una semplice monografia, a una pagina di vita, à une tranche de vie. | Quanto alla verità vera ed eterna della teoria zoliana, vedi Dante, quanto alla formula o al recipe, vedi gli infiniti romanzi di ambiente e di monografie germogliati in così stucchevole copia attorno alla fiera pianta dell’arte dello Zola!

Dogo: V. Bull-dog.

Dolce far niente: frase italiana, tipica, antica, melodiosa, direi quasi estetica: caratteristica della razza, conosciutissima all’estero. Risponde forse a quel fìne senso filosofico per cui Belacqua dice a Dante: «quiescendo et sedendo anima efficitur sapiens». | Cfr. per l’origine storica del motto, Plinio il giovane (Epist. VIII 8): illud jucundum nil agere, e Cicerone (De Oratore, III, 24) nil agere delectat. Vero è che il tempo e le necessità hanno modifìcato tale dolce ozio: ad ogni modo è questo motto intinto di alcuna calunnia, avendo l’italiano alcuna sua speciale, geniale intensità nel lavoro, quando vuole.

Dolcetto: eccellente vino da pasto piemontese (Dogliani, Cortemiglia, Mondovì) color rosso rubino, leggermente abbocato, di gradevole sapidità. È vino che si consuma nell’annata: barberàto e barolàto dicesi a seconda che al mosto del dolcetto si fa compiere la fermentazione su le vinacce del Barbèra o dol Baròlo.

Dolicocèfalo: neologismo scientifico del linguaggio medico, dal greco dolicos =