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264 issare — izza.


nome fr. fard, belletto, it. farda, come s’è visto sotto questa parola. Notevolissimo mi sembra poi che dove in it. e in fr. il vocab. ger. ha conservato il suo significato affatto materiale di “imbrattamento, macchia”, nel campo originario fino da tempo antichissimo assunse significati traslati, almeno come composto. Così abbiamo aat. gafârida, givârida, gîvaridi, mat. gevaerde che valeva “inganno, astuzia, insidia”. Del resto dall’idea di “colorato, tinto, macchiato” non è difficile il passaggio a quella di “astuzia, inganno, cattiveria”: cfr. per es. la frase «anima nera», e il suo contrario «anima candida». È verosimile che questa voce sia d’importazione longobarda. V. anche Furbo e Farda. Deriv.: inzafardamento e aretino inzavanare.

Issare, alzare un oggetto mediante una fune che gira intorno a una o più carrucole poste in alto (Term. mar.). Questo vb. coi corrispondenti sp. port. izar, fr. hisser d’ug. sig., secondo il Diez aveva per base lo sv. hissa, da cui sarebbe venuto anche tm. hissen. Al contrario il Kluge sostiene che il fondamento delle voci romanze, del tm. e dello stesso sv. è il bt. hissen, da cui anche ol. hijschen, ing. to hoist, alzare, issare. Il Kluge asserisce anche non potersi determinare con precisione nè il tempo nè il luogo della formazione di questo termine nautico; ma che fu certamente prodotto del bt., dal quale una serie numerosa di termini marit. penetrarono così nell’alto tedesco e negli altri dial. ger. come nelle lingue romanze. La forma bt. deve certamente essere esistita sin dal medio-evo, poichè nel fr. appare già nel sec. 16º, donde pare penetrasse nelle lingue sorelle. Del resto hissen, sempre secondo il Kluge, è la forma bt. corrispondente all’alto ted. hetzen, mat. aat. hetzen, cacciare, eccitare, spingere, che qui si conservò in signif. puramente materiale; ed in senso morale diè il vb. hassen, odiare, e nome Hass, odio. Deriv.: issa-mento.

Izza, ira per lo più con provocazione e irritamento (Liv. manosc.; Amm. Ant.; M. Vill.). È nome d’importa-