Odi (Anacreonte)/Ode XLIII

Ode XLIII

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Anacreonte - Odi (Antichità)
Traduzione dal greco di Francesco Saverio de' Rogati (1824)
Ode XLIII
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SOPRA LA CICALA.


ODE XLIII.


Cicala felicissima,
     Cantar vogl’io di te:
     Beato altri non v’è
     4Ch’abbia i tuoi vanti.
Tu bevi pria la brina,
     E sola in cima agli alberi
     Come regina — poi
     8Spieghi i tuoi canti.

Tuoi del terreno ov’abiti
     I dolci frutti son,
     Tuo quanto ogni stagion
     12Produce amica.
Dei rozzi agricoltori
     Tu pur sei la delizia,
     Che non divori — mai
     16La lor fatica.

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Qual Vate ancor ti venera,
     Chi da te apprende e sa
     Che teco tornerà
     20L’està cocente.
Cara alle Muse, e cara
     Sei pure al biondo Apolline,
     Che a te la rara — diè
     24Voce stridente.

Maestra sei de’ cantici,
     Figlia del verde suol,
     Cui non apporta duol
     28L’età senile.
Te non affliggon mali,
     In te sangue non circola,
     E agl’immortali — sei
     32Numi simile.