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Mossi poc'anzi alla Foresta ascrèa

Giovanni Antonio di Vizzaron

M Indice:Zappi, Maratti - Rime I.pdf Sonetti Letteratura Mossi poc'anzi alla Foresta ascrèa Intestazione 31 ottobre 2016 75% Da definire

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Nuvola apps bookcase.svg Questo testo fa parte della raccolta Rime dell'avvocato Gio. Batt. Felice Zappi e di Faustina Maratti sua consorte

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GIO. DIVIZZARON.


Mossi poc’anzi alla Foresta Ascrèa
     Il mio rustico piè lieto e contento,
     Ma nel toccar l’arena a me parea
     Trarne in vece di gioia alto spavento.
Il bianco Cigno in flebil suon gemea,
     Oblìando ’l primier dolce concento:
     L’annose querce, e i sagri allor scotea
     Garruletto non già, ma pigro il vento:
Quando Aliseo mi disse in sua favela:
     E non sai la cagion di tanto orrore?
     Crucia Tirsi gentil febbre rubella.
Tirsi, m’avrebbe ucciso il mio dolore:
     Ma poi temei di dar la morte a quella
     Parte, che vive in Voi di questo cuore.

Note