Lupo e tedio

Giovanni Prati

Olindo Malagodi 1876 Indice:Prati, Giovanni – Poesie varie, Vol. II, 1916 – BEIC 1901920.djvu sonetti Lupo e tedio Intestazione 23 luglio 2020 25% Da definire

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Bugie Speranze di fama
Nuvola apps bookcase.svg Questo testo fa parte della raccolta XIII. Da 'Psiche'
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XXVIII

LUPO E TEDIO

In cima di selvaggio ermo dirupo
suo ruvido moschetto il pastor spiana
contro la bianeicante ombra del lupo,
che spuma, a notte, da la negra tana.
Poi quando rompe a le tenebre il cupo
la oriente nel ciel stella Diana,
morto e’ lo canta, e con le agnelle a strupo
giú per li verdi paschi s’allontana.
E tra i cespugli, a la vorace e tetra
fame de’corvi, si riman l’infranta
belva caduta a insanguinar la pietra.
E anch’io son tale, che il mio tedio uccido:
poi, di tutto in oblio, l’anima canta
coi fantasmi che salvi escon del nido.