Lo cunto de li cunti/Illustrazioni e documenti/A

A. Patria

Lo cunto de li cunti/Illustrazioni e documenti ../B IncludiIntestazione 6 dicembre 2015 100% Da definire

Illustrazioni e documenti Illustrazioni e documenti - B
[p. cxci modifica]

A.

Patria.


Il Basile in un brano autobiografico delle Avventurose disavventure (III, i), la cui scena è Posilipo, dice:

Saprai, dunque, che in prima io gli occhi apersi
In questa propria riva al chiaro giorno.

Affermazione molto chiara ed esplicita. Ma il 1715 un Fulvio Sebastiano Santoro della terra di Giugliano, in un certo suo libro, dava per fatto che il Basile fosse nato a Giugliano, paesello a cinque miglia da Napoli sulla via d’Aversa1. E, tra gli uomini illustri di Giugliano, lo annoverava Agostino Basile nelle sue Memorie storiche della terra di Giugliano2; seguito poi da varii altri.

Ma Vittorio Imbriani gettò il dubbio su quest’affermazione, e faceva notare che il Basile, che pure mette le scene dei suoi racconti in non so quanti paesucoli dei contorni di Napoli, non nomina mai Giugliano, come pur sarebbe naturale, se fosse quella la sua patria3.

L’affermazione della nascita a Giugliano è sorta, secondo me, per un equivoco. Il Basile morì e fu sepolto a Giugliano. Ora il Santoro, che fu il primo a mettere innanzi quell’affermazione, suppose che fosse nativo di Giugliano dal fatto ch’ivi era sepolto. Le sue parole [p. cxcii modifica]sono: «I principali di questa terra amano dopo morte farvi seppellire i di loro corpi, che, per non fastidirvi nel nominare le persone più illustri, dirò solamente..... che Giovan Battista Basile.... giace sotto il pulpito del medesimo tempio sepolto». Ma il Santoro non aveva letto la nota del libro dei defunti, dalla quale appare che il Basile morì a Giugliano, mentre era nel suo ufficio di governatore, e morì sine electione sepulturae.

Agostino Basile poi aveva presente, probabilmente, il Santoro, o faceva lo stesso ragionamento. E l’uno e l’altro furono forse confermati nel loro errore dal vedersi intorno in Giugliano tante famiglie di cognome Basile.

Ma nell’Archivio di Stato si conservano i fuochi, ossia censimenti, di Giugliano, del 1545, 1561, 1595, 1642-3, ecc.; che io ho attentamente riscontrati. Nessuna delle moltissime famiglie Basile, ivi notate, si confronta con quella che doveva essere la famiglia del nostro Giambattista. Nel 1595 (n. 415, 438), c’è anche un Giovan Battista Basile, di anni 15; ma padre, madre, fratelli, sorelle, sono diversi. E, se questo non bastasse, si consideri anche che il Basile, se fu governatore di Giugliano, non poteva essere nativo di quel luogo: perchè i governatori, com’è noto, non potevano essere paesani. Legge, che, veramente, soffriva qualche violazione; ma che non per questo non pesa come un indizio di più contro la nascita giuglianesca del Basile.

Che cosa resta, dunque? — Resta il verso:

In questa propria riva al chiaro giorno:

e se il Basile non mentiva (del che per verità non veggo la ragione); e se conosceva il valore delle parole, possiamo affermare, sulla sua affermazione, ch’egli nacque a Posilipo, o, se si vuole, a Napoli4.

  1. Scola di canto fermo, ecc. Nap., MDCCXV, p. 92 — cit. da L. Molinaro Del Chiaro, Giambattista Basile, nel Giamb. Basile, Arch. di lett. pop., A. II n. 3 (15 marzo 1884).
  2. Nap., MDCCC - p. 151.
  3. O. c. I, 40-3.
  4. Nella G. III, 8, parlando dello Zefiro, il Basile ricorda: «Shioshiaje mprimmo soave soave, che pareva lo viento, che spira a Posileco vierzo la sera».