Le rime di M. Francesco Petrarca/Sonetto XXII

Sonetto XXI Sonetto XXIII

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SONETTO XXII.


P di me lieta non si vede a terra
     Nave da l’onde combattuta, e vinta,
     Quando la gente di pietà dipinta
     4Su per la riva a ringraziar s’atterra;
Nè lieto più del carcer si disserra
     Ch’ntorno al collo ebbe la corda avvinta,
     Di me, veggendo quella spada scinta
     8Che fece al signor mio sì lunga guerra.
E tutti voi ch’Amor laudate in rima,
     Al buon testor degli amorosi detti
     11Rendete onor, ch’era smarrito in prima.
Che più gloria è nel regno degli eletti
     D’un spirito converso, e più s’estima,
     14Che di novantanove altri perfetti.