Le rime di M. Francesco Petrarca/Sonetto XCVI

Canzone XXIV Canzone XXV

[p. 95 modifica]

SONETTO XCVI.


QUelle pietose rime in ch’io m’accorsi
     Di vostro ingegno, e del cortese affetto;
     Ebben tanto vigor nel mio cospetto;
     4Che ratto a questa penna la man porsi,
Per far voi certo, che gli estremi morsi
     Di quella ch’io con tutto ’l mondo aspetto,
     Mai non sentì: ma pur senza sospetto
     8Infin'all’uscio del suo albergo corsi:
Poi tornai 'ndietro, perch’io vidi scritto
     Di sopra ’l limitar, che ’l tempo ancora
     11Non era giunto al mio viver prescritto;
Bench’io non vi leggessi il dì nè l’ora.
     Dunque s’acqueti omai ’l cor vostro afflitto;
     14E cerchi uom degno, quando sì l’onora.