Le rime di M. Francesco Petrarca/Sonetto LXXXIV

Canzone XXIII Sonetto LXXXV

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SONETTO LXXXIV.


NOn veggio ove scampar mi possa omai;
     Sì lunga guerra i begli occhi mi fanno;
     Ch’io temo, lasso, no ’l soverchio affanno
     4Distruga ’l cor, che triegua non ha mai.
Fuggir vorrei: ma gli amorosi rai
     Che dì, e notte ne la mente stanno,
     Risplendon sì, ch’al quintodecim'anno
     8M’abbaglian più, che ’l primo giorno assai:
E l’immagini lor son sì cosparte,
     Che volver non mi posso ov’io non veggia
     11O quella, o simil' indi accesa luce.
Solo d’un lauro tal selva verdeggia:
     Che ’l mio avversario con mirabil' arte
     14Vago fra i rami, ovunque vuol, m’adduce.