Le rime di M. Francesco Petrarca/Sonetto CXXXI

Sonetto CXXX Sonetto CXXXII

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SONETTO CXXXI.


OR che ’l ciel, e la terra, e ’l vento tace,
     E le fere, e gli augelli il sonno affrena,
     Notte 'l carro stellato in giro mena,
     4E nel suo letto il mar senz’onda giace;
Veggio, penso, ardo, piango; e chi mi sface,
     Sempre m’è inanzi per mia dolce pena;
     Guerra è ’l mio stato, d’ira e di duol piena,
     8E sol di lei pensando ho qualche pace.
Così sol d’una chiara fonte viva
     Move ’l dolce, e l’amaro ond’io mi pasco;
     11Una man sola mi risana e punge.
E perchè ’l mio martìr non giunga a riva,
     Mille volte il dì moro, e mille nasco;
     14Tanto da la salute mia son lunge.