Le rime di M. Francesco Petrarca/Sonetto CXXIV

Sonetto CXXIII Sonetto CXXV

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SONETTO CXXIV.


QUel sempre acerbo, ed onorato giorno
     Mandò sì al cor l’immagine sua viva;
     Che ’ngegno, o stil non fia mai che ’l descriva:
     4Ma spesso a lui con la memoria torno.
L’atto d’ogni gentil pietate adorno,
     E ’l dolce amaro lamentar ch’i’ udiva,
     Facean dubbiar, se mortal donna, o diva
     8Fosse che ’l ciel rasserenava intorno.
La testa or' fino; e calde neve il volto;
     Ebeno i cigli; e gli occhi eran due stelle,
     11Ond'Amor l’arco non tendeva in fallo;
Perle, e rose vermiglie, ove l’accolto
     Dolor formava ardenti voci, e belle;
     14Fiamma i sospir, le lagrime cristallo.