Le rime di M. Francesco Petrarca/Sonetto CLXXXVII

Sonetto CLXXXVI Sonetto CLXXXVIII

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SONETTO CLXXXVII.


QUando ’l sol bagna in mar l’aurato carro,
     E l’aer nostro, e la mia mente imbruna;
     Col cielo, e con le stelle, e con la luna
     4Un’angosciosa, e dura notte innarro:
Poi, lasso, a tal che non m’ascolta, narro,
     Tutte le mie fatiche ad una ad una,
     E col mondo, e con mia cieca fortuna,
     8Con Amor, con Madonna, e meco garro.
Il sonno è ’n bando; e del riposo è nulla:
     Ma sospiri, e lamenti infin' all’alba,
     11E lagrime, che l’alma a li occhi invia.
Vien poi l’aurora, e l’aura fosca inalba,
     Me nò, ma ’l sol che ’l cor m’arde, e trastulla,
     14Quel può solo addolcir la doglia mia.