Le rime di M. Francesco Petrarca/Sonetto CCLII

Sonetto CCLI Sonetto CCLIII

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SONETTO CCLII.


S’io avesse pensato che sì care
     Fossin le voci de’ sospir’ miei in rima,
     Fatte l’avrei, dal sospirar mio prima,
     4In numero più spesse, in stil più rare.
Morta colei che mi facea parlare,
     Et che si stava de’ pensier’ miei in cima,
     Non posso, et non ò più sì dolce lima,
     8Rime aspre et fosche far soavi et chiare.
Et certo ogni mio studio in quel tempo era
     Pur di sfogare il doloroso core
     11In qualche modo, non d’acquistar fama.
Pianger cercai, non già del pianto honore:
     Or vorrei ben piacer; ma quella altera
     14Tacito stanco dopo sè mi chiama.