Le rime di M. Francesco Petrarca/Sonetto CCCXI

Sonetto CCCX Sonetto CCCXII

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SONETTO CCCXI.


MOrte à spento quel sol ch’abagliar suolmi,
     E ’n tenebre son gli occhi interi et saldi;
     Terra è quella ond’io ebbi et freddi et caldi;
     4Spenti son i miei lauri, or querce et olmi:
Di ch’io veggio ’l mio ben; et parte duolmi.
     Non è chi faccia et paventosi et baldi
     I miei penser’, nè chi li agghiacci et scaldi,
     8Nè chi li empia di speme, et di duol colmi.
Fuor di man di colui che punge et molce,
     Che già fece di me sì lungo stratio,
     11Mi trovo in libertate, amara et dolce;
Et al Signor ch’i’ adoro et ch’i’ ringratio,
     Che pur col ciglio il ciel governa et folce,
     14Torno stanco di viver, nonchè satio.