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Gaio Valerio Catullo - Poesie (I secolo a.C.)
Traduzione dal latino di Mario Rapisardi (1889)
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Lesbia, in presenza a suo marito, dice
     Corna di me; ed ei ne va felice.

Ciuco! S’ella tacesse il nome mio,
     Avrebbe il nostro amor posto in oblio;

5Ma se ne parla, e ne garrisce ognora,
     Vuol dir, che l’amor mio ricorda ancora;

Ricorda, e quel che non è certo un gioco,
     È irata, vale a dire, è ancor nel foco.