Le opere di Galileo Galilei - Vol. II/Le matematiche nell'Arte Militare

Le matematiche nell'Arte Militare

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LE MATEMATICHE

NELL'ARTE MILITARE.



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AVVERTIMENTO.




Pietro Duodo, eletto Capitano di Padova per la Repubblica Veneta nel luglio 1607, pensò tosto a fondare una istituzione nella quale i nobili padovani, oltre ad esercitarsi nel campo puramente ginnastico della cavallerizza e della scherma, potessero coltivare gli studi attinenti comecchessia all’arte militare; e così provvide, che negli Statuti di tale istituzione, la quale ebbe il nome di «Accademia Delia», fosse prescritto di condurre «un soggetto di valore e principale nella profession della Matematica1 ».

Solamente in sul principio del 1610 pensarono i preposti all’Accademia Delia di attuare questa ingiunzione dello Statuto; ed alle pratiche da loro fatte con tale intento è dovuta la breve scrittura di Galileo, che si conserva autografa tra le carte dell’Accademia Delia nell’Archivio del Comune di Padova, e che qui appresso pubblichiamo. Essa non reca, per verità, il nome dell’Autore; ma la mano di scritto ne è così sicuramente galileiana2 da non far cadere dubbi di sorte alcuna sull’autenticità del documento, il quale porta scritto, di mano del Duodo: «Racordi per la persona del matematico». È dubbio soltanto se Galileo l’abbia stesa per adempire il desiderio del Duodo che volesse da lui essere informato delle cose matematiche necessarie ad un militare, oppure per corrispondere air invito di presentare un programma dell’insegnamento ch’egli stesso avrebbe dato, qualora fosse stato eletto a quell’ufficio. [p. 606 modifica] [p. 607 modifica]




RACCOLTA DI QUELLE COGNIZIONI

CHE A PERFETTO CAVALIERO E SOLDATO SI RICHIEGGONO,

LE QUALI HANNO DEPENDENZA

DALLE SCIENZE MATEMATICHE




È primieramente necessaria la intelligenza almeno della parte minore dell’aritmetica, per l’uso delle ordinanze degli eserciti e di molte altre occorrenze.

Prattica della geometria e stereometria, per misurare ogni pianta superficiale, tanto regolare quanto irregolare, e per misurare tutte le figure e corpi solidi.

Cognizione delle scienze mecaniche, non solo intorno alle loro ragioni e fondamenti communi, quanto intorno a molte machine ed instrumenti particolari, insieme con la resoluzione di moltissime questioni e problemi da essa cognizione mecanica dependenti.

Prattica delle artiglierie, sì intorno alle loro differenze, misure e proporzioni, come intorno alle cause e ragioni di molti accidenti che in tale esercizio accaggiono.

Cognizione della bussola e di altri strumenti, per torre in disegno ogni sorte di pianta, così da vicino come da lontano.

Uso di strumenti da misurar con la vista altezze, distanze e profondità, e per livellare ogni sito.

Alcuna regola esatta per disegnare in Perspettiva ogni cosa veduta o immaginata, per la quale le fortezze e tutte le loro parti, come anche ogni machina e strumento bellico, si possa rappresentare e porre avanti gli occhi. [p. 608 modifica]

Architettura militare, ciò è perfetta3 cognizione dell’arte di fortificare ogni sito e piazza.

Instruzione intorno alle castrametazioni ed espugnazioni4 delle fortezze.




  1. Galileo Galilei e lo Studio di Padova per Antonio Favaro. Vol. II. Firenze, Successori Le Monnier, 1883, mg. 327.
  2. Se ne vegga una riproduzione fotolitografica, allegata alla illustrazione di questo documento, in Favaro, Le Matematiche nell’arte militare secondo un autografo di Galileo Galilei: nella Rivista d’Artiglieria e Genio; Vol. III. Roma, 1886, pag. 111-128.
  3. ciò perfetta
  4. alle' espugnazioni castrametazioni