Le odi di Orazio/Libro primo/X

Libro primo
X

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Quinto Orazio Flacco - Odi (I secolo a.C.)
Traduzione dal latino di Mario Rapisardi (1883)
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X.


O d’Atlante nipote, Erme facondo,
    Che il fier costume dei recenti umani
    Col canto e l’uso dell’acconcia lotta
            4Saggio temprasti,

Te del gran Giove araldo e degli Dei
    Dirò, te padre della curva lira,
    Scaltro a celare con giocoso furto
            8Checchè ti piaccia.

Già te fanciullo in minacciosa voce,
    Perchè rendessi le furate vaccheFonte/commento: Pagina:Opere di Mario Rapisardi 5.djvu/205,
    Febo atterría, ma di faretra privo
            12Da te sorrise.

E tu guidavi il ricco Priamo, allora
    Ch’Ilio lasciando, gli orgogliosi Atridi
    Deluse e i fochi tessali e gl’iniqui
            16Valli di Troja.

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Tu le pietose anime adduci a’ lieti
    Seggi; tu incalzi con la verga d’oro
    La turba lieve, agl’imi ed a’ superni
            20Numi gradito.