Scena IV

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Lorenzo e Ruffino.


LORENZO
(che arriva nel rumore dello schiaffo senza averlo veduto) Che cosa si è rotto?
RUFFINO
(alquanto sbalordito, e tenendosi la mano sulla guancia percossa) Eh! nulla, nulla.
LORENZO
(mostrandosi mezzo insospettito, e con ironia) Assolutamente è caduta in terra qualche cosa (fingendo di guardar per terra).
RUFFINO
(come sopra) Oh! t’assicuro che nulla è caduto in terra. Addio. A rivederci (O ch’io non so fare il cavaliere servente, o che la Domenica non sa fare la dama servita) (da sé, e parte).
LORENZO
(guardandogli dietro) Giurerei che mia moglie ha dato a quell’insolente uno schiaffo. Gli sta bene; ma non istà bene a mia moglie il mettersi nell’occasione di darne. Il bel modello della padrona invoglia la mia cara metà ad imitarlo; ma io senza punto biasimare gli andamenti e le usanze nobili bastonerò la mia cara metà da plebeo. Ho saputo intanto dal guardaportone una nuova che mi consola. Non verrà piú quel dottor Carota adulator maledetto; e spero che venga...