La sesta crociata, ovvero l'istoria della santa vita e delle grandi cavallerie di re Luigi IX di Francia/Prefazione dell'editore

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Lezione preliminare

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L’EDITORE GAETANO ROMAGNOLI

AL LETTORE BENEVOLO.


Il ch. Conte Giovanni Galvani pubblicava nel 1843 entro il Periodico Modenese, intitolato Continuazione delle Memorie di Religione, Morale e Letteratura, una sua Lezione Accademica sulla utilità che si può ricavare dall’antica Lingua Francese per l’istoria dei Volgari Italiani, e la faceva seguire da un saggio di traduzione della Vita di Luigi IX, il Re Santo di Francia scritta da Giovanni Sire di Gionville. Due anni dopo, dando fuori il volgarizzamento di quel tratto delle Istorie di Gioffredo di Villarduino, in cui si narra il conquisto di Costantinopoli fatto dai Francesi e dai Viniziani nel 1203, lasciava esso intendere di aver compita [p. viii modifica]la traslazione di tutto il racconto del buon Siniscalco di Sciampagna.

Le letterali traduzioni dalle lingue di oc e d’oil in lingua di si contemporanea eseguite dal suddetto Filologo Modenese, e delle quali offerse nel 1845 un più largo sperimento sulle intere Croniche di Maestro Martino da Canale (V. Archivio Storico Italiano Tomo VIII), non hanno, siccome è noto agli studiosi, soltanto uno scopo letterario, ma ne hanno un altro più importante storico linguistico dallo stesso filologo svolto ampiamente ne’ suoi Dubbi sulla verità delle Dottrine Perticariane nel fatto storico della lingua (Milano Turati 1846) dalla faccia 80 innanzi. Vi si intende cioè a dimostrare come la lingua d’oil (di cui Dante scrisse: quicquid redactum sive inventum est ad vulgare prosaicum, suum est,) fosse spesso la falsa riga dei nostri primi prosatori, e valesse a far credere comuni un tempo a tutta l’Italia quelle eleganze che poi ci rimasero speciali di talune province.

Egli è per ciò che, dopo aver io l’anno scorso messo in luce il Novellino Provenzale d’esso Conte Galvani, con cui si trasportano nella [p. ix modifica]lingua di Messer Francesco da Barberino le Vite originali Limosine dei Trovatori di Provenza, m’invogliai di conoscere dall’Autore medesimo cosa fosse accaduto del suo Gionville reso italiano. Ne ebbi in riscontro ch’esso Gionville era inedito tuttavia, ed a mia intera disposizione: per che, avendo io accolta la cortesissima offerta, dopo aver pregato l’Autore a dividere la continuità della narrazione originale in brevi Capitoli per renderne la lettura più agevole e meglio ispartita la materia, lo rendo ora di ragion pubblica facendolo precedere da quella Lezione che l’annunciò, e che a parer mio, introdurrà al presente a tutta l’opera assai acconciamente.

Piaccia al Lettore benevolo di incoraggiare la mia piccola impresa, e viva lieto e felice.