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Capitolo XXXIV

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Anonimo - La navigazione di San Brandano (X secolo)
Traduzione dal latino di Anonimo (XV secolo)
Capitolo XXXIV
XXXIII XXXV
COME SAN BRANDANO SI PARTÌ DA’ PROFETI
E TROVÒ UN BOSCO DI STRANIE ERBE
E D’ALBERI E D’ALTRE QUATTRO BELLE COSE


E andando di qua e di là e’ viddono un bosco molto bello e in mezzo del bosco si era uno albero grandissimo sopra degli altri el quale era tutto carico di begli pomi d’oro, e in cima di questo albero si era un molto bello uccello assai maggiore d’um pagone, e lle sue penne erano tante belle e sì divisate dall’altre che di bellezze mai non si troverebbe pari di quelle; questo uccello comincia a cantare sì dolcemente e soave che ognuno par niente a rispetto di quello, e pareva che dicesse questo verso: Quis similiter tui, Domine Deus, quis similiter in virtute est? [Quis] faciat magna opera [virtutis? Tu] solus qui [regnas] in eternum. Et ultra: Qui te viderunt et [laetabuntur] in salutari tuo.

E quando ebbe detto questo verso ed egli vola via oltra il grande fiume. E allora noi andamo presso al bosco; là dentro erano [...] caricate di pietre preziose, le foglie sue erano d’oro e d’ariento e parevano ch’elle ardessono da uno de’ lati, e venivaci uno odore sì odorifero e sì soave che quasi ci faceva transgosciare di gran dolcezza; la fiamma che usciva fuori di quelli alberi era grandissima, niuno fumo noi non vedemo, e andando in quella parte ove pareva quella fiamma e non trovammo perciò altro che gli albori, e levando noi il capo in alto e guatamo dall’altro lato dove noi [c'eravamo] partiti e noi vedemmo la fiamma asaimai, e noi tornamo indietro e non trovamo perciò altro fuoco.