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La navigazione di San Brandano/XVII

Capitolo XVII

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Anonimo - La navigazione di San Brandano (X secolo)
Traduzione dal latino di Anonimo (XV secolo)
Capitolo XVII
XVI XVIII
COME TROVORONO UNA ISOLA
NELLA QUALE ERA TRE POPOLI
E UNO DE’ FRATI VI RIMASE VIVO


E andando via per mare, essendo andati due dì, e’ viddono una isola molto bella e a llungi; e l’abate disse: "Vedete voi quella isola la quale [è] contro a voi?". Ed e’ rispuosono: "Sì, veggiamo". E ll’abate disse: "Che vedete voi dentro?". Ed eglino rispuosono: "Noi veggiamo tre popoli, cioè tre compagnie di genti, li quali sono in quella isola: l’una si è de’ fanciulli piccoli, l’altra si è d’uomini giovani, la terza si è d’uomini vecchi". L’abate disse: "Io vi fo asapere che uno de’ nostri frati rimarrà in questa isola e con questa gente". E’ frati cominciano a dire qual era quello di loro che doveva rimanere, e stando in questo ragionamento l’abate gli vidde molti tristi, allora l’abate mostrò loro quello ch’era desso e disse così: "Questo si è quel frate che rimarrà in questo luogo con una compagnia di questa gente". E ’l frate stette tutto pensoso, ed era uno di quelli tre che venne dietro a Santo Brandano partendosi dal munistero, il quale i ssanto fe menzione quanto montò la prima volta in nave.

E apressandosi al lido la nave stette ferma; l’isola era molto bassa e di gran pianura ond’ella nonn-era più alta che ’l mare e non v’era né albori né erba che potesse essere mossa dal vento. Questa isola era molto chiara e bella ed era tutta coperta d’uve mature, e ’l colore di questa uva era azurra e l’altro colore violato e l’altra era molto bianca. E dentro dall’una compagnia a l’altra di que’ popoli era spazio di terra assai più ch’una balestrata, e ciascuna di queste compagnie cantavano dolcemente e soave non si movendo nessuno dal suo luogo, e quando l’una compagnia cantava e l’altra stava cheta, e quando l’una aveva cantato, e l’altra rispondeva quel verso medesimo, e non ristava di dire questo verso: Et [ibunt] sancti de virtute in virtutem et videbunt Dominum [deorum] in Syon. La compagnia de’ fanciulli era vestita di bianco come neve, la compagnia degli uomini giovani [si e]rano vestiti di colore di grana, la compagnia de’ vechi si era vestita di fini topazi, e tutti questi vestimenti erano fatto a modo di mantegli ed erano tutti fregiati di fregi d’oro larghi e begli.

E quando i frati giunsono al porto egli era passata la quarta parte [del dì]. E quando fu la quinta ora i detti compagni cominciarono a cantare sì come i’ ò detto per tre volte e poi cominciarono a salmeg[gia]re dicendo [ci]ascuna compagnia el suo verso, e i s[almi e]rano questi: Deus misereatur nostri; Deus in nomine tuo; Credidi propter [quod] locutus sum. E per terza diceva questi salmi: Legem pone michi Domine; Deus in adiutorium meum; [Credidi] propter, e l’orazione di sesta diceva: Fundamenta eius; Qui confidunt in Domino; Dilexi quoniam, ed a nnona diceva: De profundis clamavi; Ecce quam bonum; Lauda Ierusalem, e l’orazione di vespro diceva: Unus Deus in Syon e le due benedicite: Deus Deus meus; Laudate pueri Dominum e cinque Salmi grandi. E quando ebbe compiuto di dire l’orazione, e’ venne una nugola bianca gra[nde] e coprì tutta l’isola, e per questa nugola e’ frati non poterono più vedere questa compagnia, bene è vero che eglino udivano cantare. All’ora del mattino pareva che cantassino tutte le compagnie questi salmi: Laudate Dominum in sanctis eius; Benedictus Dominus Israel; Te Deum laudamus. E quando fu dì chiaro e ll’isola fu scoperta da quella nuvola e parì tutta, in quell’ora e tutte quelle compagnie cominciano a cantare questi salmi: Deus Deus meus, ad te de luce vigilo; Domine refugium, a terza: Omnes gentes plaudite; Deus in adiutorium; Dilexi quoniam, e l’orazione. E poi si comunicarono dolcemente, e quando ricevevano la comunione sì di[cev]a a questo verso: [Hoc sacrum] corpus Domini et [Salvatoris sanguinem] sumite [vobis] revertentes ad vitam eternam.

E quando e’ furono tutti comunicati con questo agnello benedetto, et uno di que’ giovani aveva uno cofano in mano piena di granella d’uva matura, e uno di questi giovani sì diè quel cofano con quella uva a’ frati e disse: "Togliete quest[e] ch’elle v[i tor]neranno utile". E disse: "Togliete del frutto delli s[anti] e for[ti] uomini e rendete lo nostro frate, e poi andate con Dio e co lla sua pace". Allora San Brandano chiama a sé quel frate e poi disse a tutti e’ frati: "Togliete comiato da llui". E poi disse a llui: "Va’ a costoro che ti vogliono e dicoti che in buona ora t’ingenerò tuo padre, per le tue buone opere tu debbi star qui con questa buona gente". E dette queste parole lo frate diede la pace a tutti i suoi compagni, e fatto questo e’ tolsono commiato tutti e’ frati da llui e ll’abate gli disse: "Ricordati figliuolo quante grazie degne t’à fatto Iddio in questo viaggio; va’ con Dio, figliuolo, ricordat[i di] me e delli miei compagni". E così si partì lo frate [e a]ndò con quelli due giovani alla sua compagnia.

E quando fu l’ora di nona, l’abate comanda a’ suoi frati che dovessono apparecchiare da mangiare e dovessono [...] uno de’ granelli del cofano che vol[eva] vedere e cercare questa cosa così bella, e veggendola così bella e così grande sì sse ne maravigliavano molto e dice così: "Mai non vidi né mai udì’ dire né mai non trovai scritto che fosse al mondo così fatta uva". E San Brandano comandò che gli fosse recato uno catino netto e uno paio di bilance perciò che voleva pesare questa cosa, e truova che ogni granello pesava una libbra e rompendo la scorza del granello vidde e cercò dentro [e t]rovò el suo mosto molto dolce e soave da [ber]e, ed eravi dentro tanto mosto che ciascuno frate n’aveva una oncia e di quello aveva tanto nutricamento che in quel dì no gli bisognava altro cibo; e poi fe così insino a dodici dì, e in questi dodici dì non mangiavano e non bevevano altro, e no gli bisognava.

Essendo compiuti i dodici dì e gli dodici granelli furo [co]nsumati, e allora San Brandano comanda a’ suoi frati che avessono pace e orassono divotamente e digiunassono divotamente. E così feciono.