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Capitolo XII

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Anonimo - La navigazione di San Brandano (X secolo)
Traduzione dal latino di Anonimo (XV secolo)
Capitolo XII
XI XIII
COME SAN BRANDANO TRUOVA IL MUNISTERO
DI SANTO ALBEO E IVI FECE LA FESTA
DI NATALE


E in capo di tre mesi un dì e’ vidde una isola non troppo lungi. Ed eglino s’appressòno al lido, ed egli sopravenne un vento molto forte el quale li mena in una parte, ch’eglino andarono navicando quaranta dì continovi intorno a questa isola, ché ellino non potevano trovare porto e sì andavano continovamente appresso; e in capo di quaranta dì e’ frati erano molto stanchi, e furono tutti in concordia di stare in orazione e pregare Iddio che gli aiutasse da quella briga. E stando tutti in orazione per tre dì, faccende astinenza del cibo e del parlare, la nave si mosse da sé; e come piacque a Dio, e’ giunse a un porto stretto da una nave, ed ebbono veduto in quella parte due belle fontane, e questi frati cominciano a riguardare quelle due fontane d’acqua, l’una torbida, l’altra chiara; allora i frati si confortano tutti e avevano grande desiderio di torre di quella acqua chiara. E apparechiandosi per torne e ll’abate gli disse: "Figliuoli miei, non togliete niuna cosa di questa isola sanza parola di quel vecchio lo quale è abitato lungo tempo qua a servire a Dio, e non vi dubitate ch’egli ve ne darà assai".

E in quella ora uscì di nave e guatavano in qual parte eglino dovessino andare, e viddono venire incontro a lloro uno uomo il quale era un bello vecchiardo con volto colorito e capelli bianchi come neve e la barba lunga infino [...]. Quando questo vecchio fu giunto a lloro, egli s’inginocchiò tre volte in terra inanzi ch’egli giugnesse all’abate, e San Brandano andò a llui alla terza volta e levalo suso di terra co gli altri frati, e diègli la pace benignamente; e poi si pigliano per mano e andarono così per ispazio d’uno ottavo d’u mmiglio, e poi giunsono a uno munistero. E quando San Brandano co’ suoi frati furono giunti presso alle porte, ed eglino stettono fermi, disse San Brandano a l’altro abate: "Vecchio padre, di cui è questo luogo e chi n’è signore e onde è questi che l’abita?". E queste parole ed altre assai gli disse e di molte cose lo dimandò; il vecchio no gli rispuose niuna parola, ma co lla mano li faceva segno di risposta. E veggendo San Brandano ch’egli non favellava e nonn-era sordo, ed egli chiama i suoi frati e comanda loro che tenessono silenzio insino a tanto che sarà l[uo]go e tempo da potere favellare acciò ch’egli no dessi cagione di rompere la sua penitenzia e la benedizione de’ frati di quello luogo.

E poi stando drieto a questo comandamento, e’ venne loro incontro undici monaci co lla croce e con cassette che v’erano dentro molte reliquie, e venivano cantando e dicendo così: Surgite Deo, sanct[i], de mansionibus [vestris et proficiscemini obviam veritati]. Locum [sanctificate et plebem benedicite] et nos famulos vestros in pace custodire dignemini. E quando ebbono compiuto di dire questo, l’abate del munistero sì aprì a San Brandano e a tutti e’ suoi frati e menagli dentro e mostra loro tutto el munistero. E avendogli mostrato ogni cosa per ordine dentro e di fuori e datogli tutto ad intendere, ed egli fe venire dell’acqua calda e fe tutti lavare i piedi; e ’ suoi frati cantano questo verso: Mandatum novum da nobis, ut quemadmodum ego vobis ita et vos faciatis.

E essendo fatto questo, con silenzio egli gli mena in refettorio faccendo segno co lla ma[no e] sonando la campanella dove dovevano andare a tavola, e poi suona un’altra volta la campanella e venne un frate del munistero e recò alquanti pani molto buoni e begli e recò alquante radice d’erbe fresche e dolce e soave al gusto. E stavano a tavola questi frati uno del munistero e uno forestiero, e tra due aveva un pane e due radici d’erbe. E poi suona ancora la campanella e uno frate arecò loro da bere, l’abate del munistero confortava talora con allegro viso questi frati e diceva: "Questa si è dell’acqua di quella fontana che voi volavate oggi imbolare per bere, ma bevete ora sicuramente ch’ell’è della fontana dolce e chiara, bevetene in carità e con timore di Dio; della fontana torbida laveretevene i piedi che l’è buona e calda per natura. E q[ue]sto pane che voi vedete così bello e così buono non si fa in questo luogo ma sì siamo certi ch’egli è dono e grazia di Dio, la qual ci fa per sua bontà non volendo abandonare e’ suoi servidori. Sappiate che noi siamo ventiquattro frati e ogni dì abbiamo dodici [pa]ni per nostro mangiare, dando intra due frati un pane. E ogni domenica e ogni festa principale noi abbiamo per ognuno un pane e questo si è per la cena; e ora, avenga che non sia festa, Iddio ci à mandato un pane per uno per vostro amore, ché v’à voluto mandare anche a voi le spese, e in questo modo Iesù Cristo sì ci à mantenuti infino [dal] tempo di Santo Patrizio e di Santo Albeo nostro padre infino a ora, e si è bene ottanta anni passati, ben è vero che [non] siamo vecchi e deboli. E sappiate che in questa isola noi non abbiamo mai fame e mai non mangiamo cucinato e non abbiamo mai caldo né freddo che cci facci male, ècci l’aria molto temperata e quando è ora di cantare mattino e messa e vespro le lampane sono tutte accese della chiesa, e non sappiamo da chi né come, e stanno tanto accese quanto dura l’uficio e non manca mai olio nelle lampane".

E quando ebbono bevuto tre volte, l’abate suona la campanella e tutti i frati si levano da tavola con gran silenzio e andavano dinanzi agli abati suoi per insino in chiesa, e gli abati santi gli andavano dietro. E intrando in chiesa e’ venne altri frati incontro a questi di fuori, e inginocchiaronsi tutti allegramente dinanzi agli abati, e quando San Brandano vidde questi frati disse così all’abate del munistero: "Perché non mangiarono questi frati con voi?". Rispuose l’abate e disse: "Perché non potevano stare a tavola, ma ora andranno a mangiare e averanno della grazia che Dio darà loro e noi interremo in chiesa e canteremo vespro acciò che questi frati possano anche eglino mangiare".

E quando ebbono cantato vespro e San Brandano comincia a pensare e guardare come era fatta questa chiesa, e vedendo ch’ell’era quadra da ogni parte e’ vidde che tutte le lampane erano di cristallo e lle colonne della chiesa erano ventiquattro, e ’l luogo dell’abate era in mezzo di due cori di frati. Le lampane si erano sette, le quali vi furono recate e ordinate dal cominciamento del munistero, le tre stavano dinanzi all’altare maggiore e l’altro quattro erano partite in due parti: [due] a uno altare e due dinanzi a l’altro altare, e avegna che queste lampane erano di cristallo; l’abate comincia sempre l’uficio e l’uno coro diceva un verso e l’altro coro diceva un altro verso. Niuno di questi frati non usava d’uscire di chiesa sanza parola dell’abate, tutti erano quieti e ordinati e nella vita e in tutti i suoi fatti ch’ellino avevano a ffare.

E ll’abate del munistero quando vidde ora di cena disse a San Brandano e a’ suoi frati: "Andiamo a cena". E quando ebbono cenato andarono a cantare compieta, e abbiendo l’abate cominciato Deus in adiutorium tutti i frati s’inginocchiano a ffare onore alla santa Trinità e poi cominciano questo verso: Iniuste egimus, iniquitatem fecimus, tu autem qui pius es parce nobis, Domine, et in ipsum dormiam et requiescam quoniam tu, Domine, singulariter [in spe] constituisti me. E drieto a queste cose cantavano l’uficio tutto per ordine, e quando fu cantato l’uficio e data la benedizione, gli abati con tutti e’ frati uscirono dalla chiesa.

L’abate del munistero con Santo Brandano e gli altri frati del luogo [tras]sono ciascuno seco uno frate forestiero e menòllo alle sue celle, l’abate del munistero e ’l sagrestano mostra come le lampane s’acendono. Disse l’abate del munistero a San Brandano: "Ottanta anni sono stato in questa isola per fare penitenzia e già mai non ci fu una persona se non voi e ’ vostri; sapiate che quando noi cantiamo le laude del mattino noi udiamo, [san]za vedere niuna persona, boce d’uomini cantare con esso noi. Noi siamo in questo luogo ventiquattro frati tutti dati al servigio di Dio e tegnamo continovo silenzio, accetto le feste principali, dal detto desinare insino al vespro; l’altro tempo facciamo segno co lle mani e intendiamoci tutti. Ciascuno di noi non ebbe mai infermità veruna né paura di veruno spirito dapoi che noi fumo in questo luogo". E Santo Brandano disse: "A me piacerebbe di stare con voi uno anno". Rispuose l’abate del munistero: "Questa cosa nonn-è lecita a voi dapoi che non piace al nostro signore Iddio; non vi ricorda che Dio vi fece rivelare quello che vi bisognava [fa]re inanzi che voi torniate al vostro luogo co’ vostri frati, là ove Iddio à ordinato el luogo della vostra sepultura? Sappiate ch’egli è con voi due frati e’ quali rimarranno nel viaggio: l’uno rimarrà in una isola e l’altro rimarrà a ria m[orte] e sarà condannato alle pene infernali".

E così [par]lando insieme questi, egli viddono venire una saetta di fuoco, ed entrò per una fenestra della chiesa e andò accendendo tutte le lampane dinanzi agli altari, e fatto questo partìssi di botto e le lampane rimasono tutte accese; disse San Brandano: "Come si spengono queste lampane?". Rispuose l’abate: "O padre, vien con meco e vedrai questo miracolo". E così andarono insieme e guardò in queste lampane e non v’era dentro altro che fiamma chiarissima, e non v’era olio né lucignolo onde vidde e cognobbe bene che quello fuoco era spirituale e non corporale. E San Brandano disse all’abate: "Come ardere può corporalmente quella cosa la quale nonn-à corpo? Spirituale [cri]atura nonn-è visibile e questo si sa pe ll’anima che ’l corpo no lla può vedere". Rispuose l’abate del luogo a San Brandano e disse così: "De, nonne avete voi letto nella Bibbia che quando venne Iddio a Moises in sul monte Sinai per cagione di parlare co llui la selva delle spine pareva che ardesse tutta, ed era veduta la fiamma molto da lungi la notte, e la mattina non si trova niuna cosa, dico, né segno di fuoco?".

E poi sendo venuto el dì, la notte non avendo punto dormito, dissono le sue ore, e poi cantò la messa ordinatamente, e poi San Brandano fece [venire] tutti e’ suoi compagni e domandò licenzia di volersi partire dal munistero; quello abate gli disse così: "A voi nonn-è licita cosa di partirvi di qua imperò che voi dovete fare con esso noi la festa di Natale e l’altre infino a l’ottava della Befania". E dette queste parole San Brandano vi rimase tutto quel tempo; essendo passate tutte quelle feste si fornì la nave di vettuvaglia, e tolsono tutti la benedizione e commiato da quel santo abate e da’ suoi compagni. E fatto questo, San Brandano entrò in nave co’ suoi compagni e fece levare la vela in alto e volgere la nave inverso ponente.

Essendo questa nave fuori del porto andò avolgendosi per mare non sappiendo là ove andassono né là ove fossono. E andarono così infino alla Quaresima.