Pannuccio dal Bagno Pisano

Guido Zaccagnini/Amos Parducci XIII secolo Indice:Rimatori siculo-toscani del Dugento.djvu Duecento La dolorosa noia Intestazione 16 luglio 2020 25% Da definire

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né senta ov’ha defetto
maggiormente non donque ov’ha ’frissione
105e corporale eterna confusione.

VII

Si lamenta delle prepotenze e ingiustizie che commetteva in Pisa
la parte che spadronegoiava al governo della cosa pubblica.

La dolorosa noia,
ch’aggio dentro al meo core,
che non mostri di fòre
non posso: tanto sostener m’avanza,
5montando malenanza
e soverchiando me da tutte parte,
poi che tra gente croia
(come non saggi, alpestri,
ch’aver degni capestri
10lor serian, distringendo come fere,
quale più son crudère),
dimorar mi convene e stare ’n parte,
e non solo dimor con loro usando,
ma mi convene stando
15sotto lor suggezion quasi che muto,
di che son dipartuto
d’ogni piacer, poi lor signoria venne:
e come ciò sostenne
venisse, u’ sosten regno, eo meraviglio
20Dio, poi comunità mis’ha’n disguiglio.
Mis’hanno in disguiglianza
ragione e conculcata
e per loro scalcata,
li lor seguendo pur propi misteri
25e i malvagi penseri
seguitando, non punto in lor ragione.

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Là ch’era comunanza
hanno sodutta in parte,
ed han miso in disparte
30li valorosi e degni e boa rettori,
per li quali e’ maggiori
con parvi dividian onor comone;
ora l’hanno condulto in propietate,
perché la volontate
35lor tanto fera il senno ha suggiugato,
e già non è mostrato,
ch’è sol voler per lor fer’e mortale,
il quale ha miso a male
ed a danno, volendo, loro terra
40e perdute castella e piano in guerra.
E quei ch’erano degni,
e che ’n vero son anco,
mis’han dal lato manco,
crescendo onor, rettori ed avanzando
45e non quasi mancando
per lor ragion, ma sol era ben retta,
di che si vén gran segni:
giustizia conservata
era per lor montata,
50si che mal fare alcun non quasi ardia,
perché ’l mal si punia,
la terra d’ogni scuso era ben retta.
Or giustizia è deserta, ond’è caduta,
con ragione perduta,
55che più ladroni son che mercatanti,
e quasi certo i santi
son dirubbati e no solo i palagi,
ed a ciascuno adagi
par de’ detti signor, ma ciò non sono,
60che l’un perisce e l’altr’ha ’n mal perdono.
Portano perdonanza
i lor propi ’n mal fare.

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e più che meritare
è intra loro alcun che l’or vorria,
65però che la lor via
la fine e ’l primo e ’l mezzo è propio a male;
ed altri, s’è ’n fallanza,
tjreve sostegnon pena,
e chi lor guerra mena
70quant’a lor terra son siguri ’n tutto
e riprendon condutto
di ciò che volno in lor città, el quale
e le terre, che son tante perdute,
non già l’hanno volute
75difender, ma perdute sian lor piace,
e, divietato, han pace,
solo a confusion d’omin di parte.
E ciò fatt’hanno ad arte,
unde procederà in loro gran danno,
80che non sofferrà Dio si grande inganno.
Se mi distringe doglia,
non certo è meraviglia,
ma crudeltà somiglia
a cui non prende doglia e pena monta,
85veggendo che si ponta
alcuna parte in mal far quanto potè,
e quei che piena voglia
aviano ’n bene ovrare,
e tutto il lor pensare
90solamente era in ciò, sono a nente
per si smodata gente,
und’onni gioí’ per me son vane e vote,
che senio in tutto morta ora giustizia
ed avanzar malizia
95e ’l mal ben conculcare, somettendo
e montando e crescendo
islealtate, inganno e disragione,
di che mia ’menzione

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non è che lungo tempo Dio il sostegna,
loo che non soffrir vorrà cosa si ’ndegna.
Seminato nel campo fer’han seme
e seme simel sé ciascun arende,
und’è folle chi attende
di seminato gran piggior che gioglio,
105perché non tanto doglio
che frutto e seme cosa una fi’ ’nseme.
Per soverchi’ abondanza
ch’avea ed ho di gravosa doglienza,
m’have la mia voglienza
no sommosso a conto far di si gran torto,
il qual greve m’ha porto
cagion dogliosa e fera di dolere,
poi che ’l bene a podere
sento perire e ’l mal tuttora avanza.