L'aes grave del Museo Kircheriano/Dell'aes grave del museo Kircheriano

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Prefazione Dell'origine dell'aes grave
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DELL’AES GRAVE DEL MUSEO KIRCHERIANO


A tre diversi tempi riportasi la collezione delle monete italiche, le quali ora sono possedute dal museo del Collegio Romano, e formano il principale, per non dire unico, soggetto del presente studio. Una parte fu adunata da que’ Padri della nostra Compagnia, ch’ebbero il merito della erezione ed ingrandimento del museo medesimo, singolarmente da’ Padri Filippo Bonanni e Contuccio Contucci. Della quale non è forse minore quella di che andiamo debitori al dotto Cardinale De Zelada, che ne’ quattr’anni che corsero dall’entrar che fece Prefetto degli studj in questa università, sino alla publicazione dell’opera che va col suo nome, sotto il titolo di Numi Librales et Unciales etc., aggiunse a ciò che qui vi avea trovato, un numero molto [p. 2 modifica]cospicuo di tali monete. Per ultimo rientrata da quattordici anni la Compagnia nostra nella eredità de’ maggiori, noi non abbiamo perdonato a niuna sorte di espedienti per ampliare la preziosa raccolta ; e se non nel numero, certamente nella sceltezza, varietà e rarità de’ monumenti, abbiamo raddoppiate quelle due prime parti.

Sappiamo che il marchese Alessandro Capponi e l’archeologo Francesco Ficoroni, tra parecchi altri che arricchirono il museo Kircheriano, donarono anche monete italiche primitive al Bonanni e al Contucci. Pietro Borghesi, degno padre del conte Bartolomeo, uomo infin d’ora maggiore d’ogni lode in questi studj, prestò la sua opera ed industria al De Zelada, ordinandogli le monete, tessendogli e stampandogli il catalogo. Noi abbiamo ricevuti aiuti segnalatissimi da diversi amatori di questa scienza, de’ quali faremo grata ricordanza ne’ luoghi opportuni.