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XXV. Del reame di Crema (Cherman)

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XXV. Del reame di Crema (Cherman)
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XXV (xxxv)

Del reame di Crema (Cherman).

Crema è uno regno di Persia che soleva avere signore per ereditá; ma poscia che gli tarteri lo presono, si vi mandarono signore cui loro piace. E quivi nascono le pietre che si chiamano «turchiese» in grande quantitá, che si cavano dalle montagne; e hanno vene d’acciaio e d’andanico assai. Lavorano bene tutte cose da cavalieri: freni, selle e tutte armi e arnesi. Le loro donne lavorano tutte cose, a seta e ad oro, e a uccelli e a bestie, nobilmente; e lavorano di cortine e d’altre cose molto riccamente, e coltri e guanciali, e tutte cose. Nelle montagne di questa contrada nascono i migliori falconi e gli piú valorosi del mondo, e sono meno che falconi pellegrini;1niuno uccello campa loro dinanzi. Quando l’uomo si parte di Crema, cavalca sette giornate tuttavia per cittá e per castella con grande sollazzo; e quivi hae uccellagioni di tutti uccelli. Di capo delle sette giornate truova una montagna, ove [p. 29 modifica] si scende; che bene si cavalca due giornate pure a china, tuttavia trovando molti frutti e buoni. Non si truova abitazione, ma gente con loro bestie assai. Da Crema insino a questa iscesa ha ben tal freddo di verno, che non si può passare se non con molti panni indosso.

  1. Pad. e vola si fortemente ch’el non è oxello che...