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LXXV. Della bianca festa

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LXXV. Della bianca festa
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LXXV (LXXXIX)

Della bianca festa.

Egli è vero che fanno lor festa in capo d’anno del mese di febbraio. E lo Gran Cane e sua gente ne fanno cotale festa. Egli è usanza che il Gran Cane e sua gente si vestono di vestimenta bianche, e maschi e femmine, purchè le possa fare; e questo fanno perochè i vestiri bianchi somigliano a loro buoni e avventurosi. E però il fanno di capo dell’anno, perchè a loro prenda tutto l’anno bene e allegrezza. E questo die, chi tiene terra da lui,1 si ’l presenta grandi presenti, [secondo ch'egli possono], d’oro e d’ariento e di perle e d’altre cose2; ed èe ordinato ogni presente, quasi i piú, cose bianche. E questo fanno perchè in tutto l’anno abbiano tesoro assai e allegrezza. E anche in questo die sono presentati al Gran Cane piú di diecimila cavalli bianchi belli e ricchi; e ancora piú di cinquemila leonfanti tutti coperti3 di panno ad oro e a seta, e ciascuno hae addosso uno iscrigno pieno di vasellamenta d’oro e d’ariento o d’altre cose che bisognano a quella festa4. E tutti passano dinanzi al signore; e questa è la piú bella cosa che giammai sia veduta. [Lo scrigno vuole dire in nostra lingua un forzieretto] . E ancora vi dico che la mattina di questa festa, prima che le tavole sieno messe, tutti gli re, duchi e marchesi e conti e baroni e cavalieri,5 astrolomi e falconieri, e molti altri officiali, rettori di terre, di genti e d’osti, vegnono dinanzi alla sala al Gran Cane — e quelli che quivi non capiono, dimorano di fuori del palagio in luogo che lo signore gli vede ben tutti; — e sono cosí ordinati. Prima sono i figliuoli e nipoti e [p. 101 modifica]quegli dello imperiale lignaggio; appresso lo re, e appresso gli duchi; poscia gli altri per ordine, com’è convenevole. Quando sono tutti assettati ciascuno nel suo luogo, allotta si leva un grande parlato, e dice ad alta boce: — Inchinate e adorate. — E cosí tosto com’egli ha detto, questi hanno tutti la fronte in terra, e dicono loro orazioni verso lo signore. Allotta l’adorano come iddio; e questo fanno quattro volte. Poscia si vanno ad un altare, ov’ha suso una tavola vermiglia, nella quale è iscritto il nome del Gran Cane; e ancora v’ha un bello incensiere, e inciensano quella tavola e l’altare a gran riverenza; poscia si tornano al loro luogo. Quand’hanno cosí fatto, allotta si fanno gli presenti ch’io v’ho contato, che sono di gran valuta. Quando questo è fatto, sí che il Gran Cane l’ha vedute tutte queste cose, mettonsi le tavole, e pongonsi a mangiare cosí ordinatamente com’io v’ho contato di sopra6. Or v’ho contato della bianca festa del capo dell’anno; or vi conterò d’una nobilissima cosa c’ha fatta lo Gran Cane: egli hae ordinate certe vestimenta a certi baroni che vegnono a questa festa.

  1. Pad. si li portano gran presenti d’oro e d’argento e de perle e de piere preziose e drapi bianchi che eno molto richi.
  2. Pad. * e tuti li tartari presentano l’uno a l’altro cosse bianche. In quel di fano grande alegreza aziò che i abia alegreza tuto l’ano.
  3. Pad. de drapi taiadi a bestie e oxeH; e zascun alifante a adesso do... cofani a modo de scrigni... molto richi e belli.
  4. Pad. * e ancora ghe n’è ala corte grandenisima quantitá di ca(me)li, tuti coverti de drapi, e sono tuti cargadi de cosse che bisogna... ala festa bianca.
  5. Berl. astrologi, miedexi.
  6. Pad. * Finito el disnar, vano i zugolari solazando la corte; e poi zascuno se parte.