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Il milione (Laterza,1912)/CXLIV

< Il milione (Laterza,1912)
CXLIV. Del reame di Samarca (Samara)

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CXLIV. Del reame di Samarca (Samara)
CXLIII CXLV
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CXLIV (CLXVll)

Del reame di Samarca (Samara).

Or sappiate che, quando l’uomo si parte di Basma, egli truova lo reame di Samarca ch ’è in questa isola medesima. Ed io Marco Polo vi dimorai cinque mesi per lo mal tempo [p. 200 modifica]che mi vi teneva; e ancora la tramontana non si vedeva, nè le istelle del maestro. E sono idoli salvatichi, e hanno re ricco e grande; e1 anche s’appellano per lo Gran Cane. Noi vi stemo cinque mesi: noi uscimo di nave, e faciemo castella in terra di legname; e in quelle castella istavamo per paura di quella mala gente e delle bestie che mangiano gli uomeni. Egli hanno il migliore pesce del mondo. E non hanno grano, ma riso; e non hanno vino se non com’io vi dirò. Egli hanno alberi,2 che tagliano gli rami, e quelli gocciolano, e quella acqua che ne cade è vino; ed empiesene tra dí e notte un gran coppo che sta appiccato al troncone, ed è molto buono. L’albero èe fatto come piccoli alberi di datteri, e hanno quattro rami. E, quando quel troncone non getta piue di questo vino, egliono gittano dell’acqua appiè di questo albore, e, istando un poco, el troncone gitta; ed havvene del bianco e del vermiglio. Delle noce d’India ve n’hae grande abondanza3. Eglino mangiano tutte carne, buone e ree. Or lasciamo qui, e conterò vvi di Dragouain.

  1. Berl. Pad. e tiense per el Gran Can. In la qual contrada io Marco demorai zinque mesi. A caxion de rio tempo che nui avesemo, che non ne lasò navegar, nui desendesemo de nave in tara...
  2. Berl. Pad. i le taiano, a zerto tempo de l’ano, quel ramo; e a zascun de queli rami ligano un òrzo al modo che se tuono l’aqua dela vite...: e inpieno i òrzi entro dí e note...
  3. Berl. * le qual sono grosse e bone da manzar.