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Il milione (Laterza,1912)/CXLIII

< Il milione (Laterza,1912)
CXLIII. Della piccola isola di lava

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CXLIII. Della piccola isola di lava
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CXLIII (CLXVI)

Della piccola isola di Iava.

Quando l’uomo si parte dell’isola di Petam (Pentam), e l’uomo va per isciroc da cento miglia, trova l’isola di lava la minore: ma ella non è si piccola ch’ella non giri duemila miglia. E di questa isola vi conterò tutto il vero. Sappiate che in su [p. 198 modifica]questa isola hae otto re coronati, e sono tutti idoli, e ciascuno di questi reami ha lingua per sè. Qui ha grande abbondanza di tesoro e di tutte care ispezierie. Or vi conterò la maniera di tutti questi reami di ciascuno per sè. E dirovvi una cosa che parrá maraviglia ad ogni uomo: che questa isola è tanto verso mezzodí, che la tramontana non si vede nè poco nè assai. Or torneremo alla maniera degli uomeni, e1 dirovvi del reame di Ferbet (Ferlec). Sappiate, perchè i mercatanti saracini usano in questo reame con lor navi, e’ hanno convertita questa gente alla legge di Malcometto; e questi sono soli quelli della cittá. Quelli delle montagne sono come bestie, ch’egli mangiano carne d’uomo e d’ogni altra bestia e buona e rea. Egli adorano molte cose, che la prima cosa, ch’egliono veggiono la mattina, sì l’adorano. Ora v’ho contato di Ferbet (Ferlec): ora vi conterò del reame di Basma.2 Lo reame di Basma, ch’è all’uscita di Ferbet, è reame per sè, e loro linguaggio propio; e non hanno niuna legge: sono come bestie. Egliono si richiamano per lo Gran Cane, ma non gli fanno niuno trebuto, perchè sono sie alla lunga che la gente del Gran Cane non vi potrebbe andare; ma alcuna volta lo presentono d’alcuna cara cosa. Egli hanno leonfanti assai salvatichi, e unicorni che non sono guari minori che leonfanti. E sono di pelo di bufali, e piedi come leonfanti. Nel mezzo della fronte hanno un corno nero e grosso: e dicevi che non fanno male con quel corno, ma co’ la lingua, che l’hanno ispinosa tutta quanta di spine molte grandi. Lo capo hanno come di cinghiaro, la testa porta tuttavia inchinata verso la terra; ed istá molto volentieri3 tra li buoi: ella è molto laida bestia a vedere. Non è, come si dice di qua, ch’ella si lasci prendere alla pulciella, ma è il contradio. Egli hanno iscimmie assai e di diverse fatte; egli hanno4 falconieri buoni da [p. 199 modifica] uccellare. E vogliovi fare a sapere che quegli che recano «i piccoli uomini d’India» si è menzogna, perochè quegli che dicono ch’egli sieno uomeni, e’5 gli fanno in questa isola, e dirovvi come. In questa isola hae iscimmie molte piccole, e hanno viso molto simile ad uomo. Gli uomeni pelano queste iscimmie,6 salvo la barba e ’l pittignone; poi le lascian seccare, e pongonle in forma, e concianle con zafferano e con altre cose, ch ’e’ pare che siano uomeni. E questo èe una gran bugia quello che dicono;7 perciochè mai non furono veduti cosí piccoli uomeni. Or lasciamo questo reame, che non ci ha altro da ricordare; e dirovvi dell’altro c’ha nome Samarca.

  1. Pad. Io non fu’ in tuti i regnami de questa isola, ma fu’ solamente in nel regnarne de Ferlec e in quel de (Basma) e in quel de Groian e in quel de Lanbri e in quel de Fanfur; e nelli altri do non fu’; e però ve dirò pur de questi.
  2. Pad. Quando l’omo se parte del regnarne de Ferlec e l’entra nel regnarne de Basma, lo qual...
  3. Pad. in el paltano e in el fango.
  4. Pad. Berl. astori negri come corvi, e sono molto perfeti, e oselano molto bene.
  5. Fr. se font en ceste ysle.
  6. Pad. e’ li lasseno li peli ala barba e per lo corpo, secondo ch ’a l’omo...; e cónzale con spezie, canfora ed altre cosse, per tal modo che...
  7. Berl. perchè i sono sí fati, corno vui avete aldido; perchè in India nè in altre parte salvadeghe non fano.