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Pagina:Polo - Il milione, Laterza, 1912.djvu/211


il milione 197


CXLII (CLXV)

Dell’isola di Petam (Pentam).

Or sappiate che, quando l’uomo si parte di Locac, e va cinquecento miglia per mezzodie, e’ truova una isola c’ha nome Petam, ch’è molto salvatico luogo: tutti loro boschi sono di legni molto odorifichi. Or passeremo queste due isole:1 intorno a sessanta miglia, e’ non v’ha se no quattro passi d’acqua, e non si porta timone alle navi piccole, per l’acqua piccola; onde si convengono tirare le navi. Quando l’uomo hae passato queste sessanta miglia, ancora va per isciroc trenta miglia: qui si truova una isola, che v’è un re, e chiamasi la cittá Malavir (Malaiur), e l’isola si chiama Pentam. La cittá è grande e nobile: quivi si fa grande mercatanzia d’ogni cosa; di spezie ha grande abbondanza. Non v’ha altro da ricordare: perciò ci partiremo, e conterovvi della piccola Iava.

CXLIII (CLXVI)

Della piccola isola di Iava.

Quando l’uomo si parte dell’isola di Petam (Pentam), e l’uomo va per isciroc da cento miglia, trova l’isola di lava la minore: ma ella non è si piccola ch’ella non giri duemila miglia. E di questa isola vi conterò tutto il vero. Sappiate che in su

  1. Berl. andando zerca mia (sesanta) per mare, non sono se no quatro passi d’aqua; onde el besogna che le gran nave che pasano li alza i timoni.