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Il medico olandese/Notizia storica

Notizia storica

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Atto V
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NOTA STORICA

Scrive Goldoni nelle Memorie (I, XXXI) che a Colorno, residenza estiva della Corte parmense, conobbe il maestro Duni, che gli raccontò aver sofferto di vapori ipocondriaci, o come oggi si dice, di nevrastenia, al pari di lui. Era stato sino a Leida per consultare il sommo Boerhaave; dal quale s’ebbe lo stesso recipe che il dottor Baronio di Milano consegnò al nostro Carlo, quando per la morte improvvisa dell’attore Angeleri, corse dal teatro a casa agitatissimo, trasportato da fantasmi che Io soffocavano. «Trattate il vostro male» (ecco il recipe che Goldoni ci tramandò in versi nell’a. I sc. III della commedia, e in prosa nelle Mem. II, XXII) «come un fanciullo che venga ad assalirvi con una spada alla mano; se non ci farete caso, non c’è alcun pericolo; ma se gli presentate il petto, v’ucciderà certamente» . Questo maledetto fanciullo, conchiude per proprio conto Goldoni, «di quando in quando ancora mi minaccia, e sono costretto a fare degli sforzi per disarmarlo» (Mem., ibid.); come a dire, conchiudiamo a nostra volta con Adolfo Albertazzi, ch’egli fu nevrastenico tutta la vita (nel Marzocco, Firenze 25 Febbr. 1907).

Al polacco Guden toccò miglior fortuna; perchè, seguendo i consigli del d.r Bainer (il Boerhaave della commedia), ossia di non por mente al male immaginario, di passeggiare, star a tavola in buona compagnia, cercare qualche amoretto onesto, termina con l’invaghirsi della bella nipote del medico (anche Boerhaave aveva una graziosa nipote; e di questo particolare e dell’educazione delle ragazze olandesi il Duni aveva parlato a Goldoni, fornendogli così la trama della produzione), se la sposa e guarisce.

Beato lui, che, ripeto, era Marianna bella, giovane, ricca; una sola pecca in lei: coltivava ahimè! la geometria. Questo ahimè supponete uscito dalla penna simpatica di Maria Ortiz, a cui giustamente un’infarinatura superficiale di dottrina rende antipatiche quelle sapientone, che Goldoni si sforza invece di farci ammirare (La cultura del G. in Giorn. stor. della lett. ital. 1906, vol. XLVIII, p. 70); ma non senza peso è a questo proposito la riflessione del Brognoligo, che se da un lato la scarsa coltura del commediografo ci spiega questi suoi tentativi nel Med. olandese e in altre commedie, conviene d’altro lato riconoscergli la buona intenzione di contrapporre tali donne istruite a quelle del suo paese, che coltivavano unicamente gli spassi e i cicisbei. (Il med. oland., in Bibl. delle Scuole ital. marzo 1899; ristampato: Nel teatro di C. G. Napoli, Pironti 1907, p. 65).

E però non crediate che la bella nipote del dottor Bainer si dilettasse soltanto di parallele e di triangoli; apprendiamo dalla fida sua cameriera (a. I, sc. II) che

     piace anche a lei di fare la sua conversazione;
     anzi, all’uso di Leiden, figlie di varia età
     si radunano spesso in buona società.

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     in casa ora di questa, or di quella signora:
     fra loro unitamente si parla, si lavora,
     ora di cose serie, or di gioconde cose,
     sempre però modeste e sempre spiritose.

Tali infatti ci si rivelano la Marianna stessa e le tre sue giovani amiche Elisabetta, Federica e Giuseppina (v. atto III, sc. II e III); che attendono quale agli studi, quale al governo della casa, quale ai registri dei fratelli negozianti. E ne risulta da queste scene, e da quelle che le precedono e le seguono, un felice «quadro di genere» come giudicò la commedia il nostro Galanti (C. G. e Ven. nel sec. XVIII, p. 236); nè aveva torto il Meneghezzi, allorchè pur esagerando nel noverarla tra i capolavori del Goldoni, e come tale la noverò anche il Magnanelli (Studio della vita, dell’indole e delle opere di G. Foligno, 1904, p. 27), deplorava fosse stata scritta in martellani, onde tra le meno lette e rappresentate «per la ritrosia de’ lettori e degli uditori a quella noiosa cadenza» (Della vita e delle op. di C. G., p. 169). Nel Medico olandese Goldoni scolpi il sanitario coscienzioso e intelligente, e ne creò un tipo ideale, come dell’Avvocato veneziano, intitolando dai due nobilissimi protagonisti le rispettive produzioni (cfr. Schmidbauer Das Kom. bei G., p. 105). Vi contrappose poi accortamente il balordo dottor Mann che per incoraggiare il povero ipocondriaco gli pronostica che del suo male morirà e presto. Amene caricature sono inoltre quei tre gravi accademici di mons. Lass, mons. Taus, e mons. Paff, che si logorano il cervello intorno alla quadratura del circolo, o sulla causa del flusso e riflusso, o sulla divisione del punto indivisibile. Colto finalmente da grande maestro e riprodotto con arguta finezza il carattere del colonnello marchese di Croccand, alcoolista, spaccone, calcolatore e prepotente; le cui scene col dottor Bainer «mostrano una volta di più il pensiero, dirò cosi, sociale del Goldoni; la disistima cioè ch’egli faceva di gente allora considerata sovrana, e la stima che faceva di quelli che onestamente lavorando riescono a raccogliere ricchezze»; parole che facciamo nostre del Brognoligo (op. cit), a cui si deve la più sottile analisi di questa commedia.

Leggesi nell’ediz. Pitteri (t. VI) che il Medico olandese fu per la prima volta rappresentato a Milano nell’estate 1747; ma venne dato invece a Venezia nell’autunno 1756, e lo si deduce da quanto Goldoni scriveva all’Arconati-Visconti il 30 ottobre appunto del ’56: «Dicevole (nell’altra mia) avere in Venezia avuto fortunato incontro il mio Amante di se medesimo. Ora aggiungo che fu egualmente gradito Il Medico Olandese» (Lettere di C. G. e di Gio. Medebach al co. G. Arconati-Visconti Milano, Civelli 1882, p. 37). Si ridiede poi al S. Luca il 27 ottobre 1790 dalla compagnia Perelli; di nuovo il 9 febbraio e il 2 nov. 1791; inoltre il 2 nov. 1793, e sempre al s. Luca il 14 genn. 1795 (Gazz. urb. ven.). Quindi al S. Benedetto dalla compagnia Modena l’11 dicembre 1821; al s. Luca dalla comp. Modena e soci il 28 die. 1829, al s. Benedetto dalla comp. Pelzet e Domeniconi il 23 nov. 1832 (Gazz. priv. di Venezia).

Recite altrove non ci riuscì scovare, all’infuori di quattro: una a Torino nel 1821 della Comp. R. Sarda (v. Costetti, La C. R. S., Milano, 1893) una a Forlì il 22 nov. 1829 (V. Tagebücher des Grafen A. v. Platen, Stuttgart 1900, vol. 2, p. 910); una a Perugia nel luglio 1834 della comp. Pelzet e [p. 95 modifica]Domeniconi (cfr. Osservatore del Trasimeno luglio 1834); e una terza al t. di s. Sebastiano di Livorno, ove Margherita Gavardini-Cotei esordì brillantemente nella parte di mad. Giuseppina con la comp. di Nicodemo Manni (Bartoli Com. ital.). Ma è impossibile che qua e là non ne siano state date parecchie altre, importate specialmente da quegli artisti che vi seppero emergere, quali, nella parte del protagonista, Alberto Ugolini bolognese (Bartoli, op. cit.), Francesco Majani pur bolognese (ibid.), Ercole Gallina padovano (Rasi Com. ital.). Luigi Domeniconi, Alamanno Morelli (Rasi, op. cit.) e Tommaso Salvini nei primordi della sua gloriosa carriera (Jarro, Vita anedd. di T. Salvini p. 383).

Di versioni, a quanto apprendo dall’informatissimo amico Edgardo Maddalena, due soltanto: una portoghese, O medico hollandez traduzione manoscritta nella Bibliolheca publica Eborense (Cfr. Catal dos manuscriptos da Bibl. pubi. Ebor. ecc., Lisbona 1868, vol. 2.0, p. 189); e una spagnuola pur manoscritta: Curar los males de honor es la fisica mas sabia. Medico holandés Comedia de Goldoni, traducida por D. Ant. Valladores y Sotomayor (Cfr. Catal. de las piezas de teatro que se conservan en el departamento de manuscritos de la Biblioteca Nacional: Madrid 1899, p. 122, n. 784). Goldoni dedicò il Medico olandese al principe Alessandro Ruspoli, che fu in Roma uno de’ suoi protettori.

C. M.

Il Medico Olandese uscì a stampa la prima volta nel 1760, a Venezia, nel t. VI del Nuovo Teatro Comico dell’Avv. C. G., ed. Pitteri, e l’anno stesso a Bologna (a S. Tommaso d’Aquino); fu impresso di nuovo a Venezia (Savioli VI, 1773; Zatta cl. 3a, 11, 92) e poscia a Torino (Guibert-Orgeas V, 75), a Livorno (Masi VII, ’89), a Lucca (Bonsignori X, ’89) e forse altrove nel Settecento. — La presente ristampa seguì principalmente il testo dell’ed. Pitteri curato dall’autore. Valgono le solite avvertenze.

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