I quattro libri dell'architettura (1790)/Libro II - XIV

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CAPITOLO XIV.


Dei Disegni delle Case di Villa di alcuni Nobili Veneziani.


LA Fabbrica, che segue è in Bagnolo luogo due miglia lontano da Lonigo Castello del Vicentino ed è de’ Magnifici Signori Conti Vittore, Marco e Daniele fratelli de’ Pisani. Dall’una e l’altra parte del cortile vi sono le stalle, le cantine, i granari e simili altri luoghi per l’uso della Villa. Le colonne dei portici sono di ordine Dorico. La parte di mezzo di questa fabbrica è per l’abitazione del Padrone: il pavimento delle prime stanze è alto da terra sette piedi: sotto vi sono le cucine, ed altri simili luoghi per la famiglia. La sala è in volto alta quanto larga e la metà più: a questa altezza giugne ancora il volto delle logge: Le stanze sono in solaro alte quanto larghe: le maggiori sono lunghe un quadro e due terzi: le altre un quadro e mezzo. Et è da avertirsi che non si ha avuto molta considerazione nel metter le scale minori in luogo, che abbiano lume vivo (come abbiamo ricordato nel primo libro) perchè non avendo esse a servire, se non a i luoghi di sotto e a quelli di sopra, i quali servono per granari over mezzati; si ha avuto riguardo principalmente ad accomodar bene l’ordine di mezzo: il quale è per l’abitazione del Padrone e de’ forestieri: e le Scale, che a quest’ordine portano; sono poste in luogo attissimo, come si vede nei disegni. E ciò sarà detto ancora per avvertenza del prudente lettore per tutte le altre fabbriche seguenti di un’ordine solo: perciocchè in quelle, che ne hanno due belli, ed ornati; ho curato che le Scale siano lucide e poste in luoghi comodi: e dico due; perchè quello, che va sotto terra per le cantine e simili usi e quello che va nella parte di sopra e serve per granari e mezzati non chiamo ordine principale, per non darsi all’abitazione dei Gentiluomini. [p. 89 modifica]I quattro libri dell'architettura.djvu [p. 90 modifica]

La seguente fabbrica è del Magnifico Signor Francesco Badoero nel Polesine ad un luogo detto la Frata, in un sito alquanto rilevato, e bagnata da un ramo dell’Adige, ove era anticamente un castello di Salinguerra da Este cognato di Ezzelino da Romano. Fa Base a tutta la fabbrica un piedistallo alto cinque piedi: a questa altezza è il pavimento delle stanze, le quali tutte sono in solaro, e sono state ornate di Grottesche di bellissima invenzione dal Giallo Fiorentino. Di sopra hanno il granaro, e di sotto la cucina, le cantine, ed altri luoghi alla comodità pertinenti. Le colonne delle logge della casa del padrone sono Joniche. La cornice come corona circonda tutta la casa. Il frontespizio sopra le logge fa una bellissima vista, perchè rende la parte di mezzo più eminente dei fianchi. Discendendo poi al piano si ritrovano luoghi da Fattore, Castaldo, stalle, ed altri alla Villa convenevoli. [p. 91 modifica]I quattro libri dell'architettura.djvu [p. 92 modifica]

Il Magnifico Signor Marco Zeno ha fabbricato secondo la invenzione, che segue in Cesalto luogo propinquo alla Motta, castello del Trivigiano. Sopra un basamento, il quale circonda tutta la fabbrica, è il pavimento delle stanze, le quali tutte sono fatte in volto; l’altezza dei volti delle maggiori è secondo il modo secondo delle altezze dei volti. Le quadre hanno le lunette negli angoli al diritto delle finestre; i camerini appresso la loggia hanno i volti a fascia, e così anco la sala; il volto della loggia è alto quanto quello della sala, e superano tutti due l’altezza delle stanze. Ha questa fabbrica Giardini, Cortile, Colombara, e tutto quello che fa bisogno all’uso di Villa. [p. 93 modifica]I quattro libri dell'architettura.djvu [p. 94 modifica]

Non molto lungi dalle Gambarare sopra la Brenta è la seguente Fabbrica delli Magnifici Signori Nicolò e Luigi de’ Foscari. Questa fabbrica è alzata da terra quattordici piedi, e sotto vi sono cucine, tinelli, e simili luoghi, ed è fatta in volto così di sopra, come di sotto. Le stanze maggiori hanno i volti alti secondo il primo modo delle altezze dei volti. Le quadre hanno i volti a cupola: sopra i camerini vi sono mezzati; il volto della sala è a crociera di mezzo cerchio; la sua imposta è tanto alta dal piano, quanto è larga la sala, la quale è stata ornata di eccellentissime pitture da Messer Battista Veneziano. Messer Battista Franco grandissimo disegnatore a’ nostri tempi aveva ancor’esso dato principio a dipingere una delle stanze grandi, ma sopravvenuto dalla morte ha lasciata l’opera imperfetta. La loggia è di ordine Jonico. La Cornice gira intorno tutta la casa, e fa frontespizio sopra la loggia e nella parte opposta. Sotto la gronda vi è un’altra cornice, che camina sopra i frontespizj. Le camere di sopra sono come mezzati per la loro bassezza, perchè sono alte solo otto piedi. [p. 95 modifica]I quattro libri dell'architettura.djvu [p. 96 modifica]

La fabbrica che segue è a Masera, Villa vicina ad Asolo castello del Trivigiano, di Monsignor Reverendissimo Eletto di Aquileja, e del Magnifico Signor Marc’Antonio fratelli de’ Barbari. Quella parte della fabbrica, che esce alquanto in fuori, ha due ordini di stanze; il piano di quelle di sopra è al pari del piano del cortile di dietro, ove è tagliata nel monte incontro alla casa una fontana con infiniti ornamenti di stucco e di pittura. Fa questa fonte un laghetto, che serve per peschiera: da questo luogo partitasi l’acqua scorre nella cucina, e dipoi irrigati i giardini, che sono dalla destra e sinistra parte della strada, la quale pian piano ascendendo conduce alla fabbrica, fa due peschiere coi loro beveratoj sopra la strada comune, d’onde partitasi adacqua il Bruolo, il quale è grandissimo e pieno di frutti eccellentissimi, e di diverse selvaticine. La facciata della casa del padrone ha quattro colonne d’ordine Jonico; il capitello di quelle degli angoli fa fronte da due parti, i quali capitelli come si facciano porrò nel libro dei Tempj. Dall’una e l’altra parte vi sono logge, le quali nell’estremità hanno due colombare, e sotto quelle vi sono luoghi da fare i vini, e le stalle, e gli altri luoghi per l’uso di Villa. [p. 97 modifica]I quattro libri dell'architettura.djvu [p. 98 modifica]

La seguente Fabbrica è appresso la porta di Montagnana Castello del Padovano, e fu edificata dal Magnifico Signor Francesco Pisani, il quale passato a miglior vita non la ha potuta finir. Le stanze maggiori sono lunghe un quadro e tre quarti, i volti sono a schiffo, alti secondo il secondo modo delle altezze dei volti: le mediocri sono quadre ed involtate a catino: i camerini, e l’andito sono di uguale larghezza, i volti loro sono alti due quadri. L’entrata ha quattro colonne, il quinto più sottili di quelle di fuori, le quali sostentano il pavimento della sala, e fanno l’altezza del volto bella e sicura. Nei quattro nicchi, che vi si veggono sono stati scolpiti i quattro tempi dell’anno da Messer Alessandro Vittoria Scultore eccellente. Il primo ordine delle colonne è Dorico, il secondo Jonico. Le stanze di sopra sono in solaro; l’altezza della sala giugne fin sotto il tetto. Ha questa fabbrica due strade dai fianchi, dove sono due porte, sopra le quali vi sono anditi, che conducono in cucina, e luoghi per servitori. [p. 99 modifica]I quattro libri dell'architettura.djvu [p. 100 modifica]

La Fabbrica che segue è del Magnifico Signor Giorgio Cornaro in Piombino, luogo di Castel Franco. Il primo ordine delle logge è Jonico. La scala è posta nella parte più addentro della casa, acciocchè sia lontana dal caldo e dal freddo: le ale ove si veggono i nicchi sono larghe la terza parte della sua lunghezza; le colonne rispondono al dritto delle penultime delle logge, e sono tanto distanti tra sè, quanto alte. Le stanze maggiori sono lunghe un quadro e tre quarti, i volti sono alti secondo il primo modo delle altezze dei volti; le mediocri sono quadre il terzo più alte che larghe, i volti sono a lunette. Sopra i camerini vi sono mezzati. Le logge di sopra sono di ordine Corintio, le colonne sono la quinta parte più sottili di quelle di sotto. Le stanze sono in solaro e hanno sopra alcuni mezzati. Da una parte vi è la cucina e luoghi per massare, e dall’altra i luoghi per servitori. [p. 101 modifica]I quattro libri dell'architettura.djvu [p. 102 modifica]

La seguente Fabbrica è del Clarissimo cavalier il Signor Leonardo Mocenigo ad una Villa detta Marocco, che si ritrova andando da Venezia a Trevigi. Le cantine sono in terreno, e sopra hanno da una parte i granari, e dall’altra le comodità per la famiglia: e sopra questi luoghi vi sono le stanze del padrone divise in quattro appartamenti: le maggiori hanno i volti alti piedi vent’uno, e sono fatti di canne, acciocchè siano leggieri; le mediocri hanno i volti alti quanto le maggiori; le minori, cioè i camerini hanno i loro volti alti piedi diciassette, e sono fatti a crociera. La loggia di sotto è di ordine Jonico. Nella Sala terrena sono quattro colonne, acciocchè sia proporzionata l’altezza alla larghezza. La loggia di sopra è di ordine Corintio, ed ha il poggio alto due piedi e tre quarti. Le scale sono poste nel mezzo, e dividono la sala dalla loggia, e camminano una al contrario dell’altra; onde e dalla destra e dalla sinistra si può ascendere e discendere, e riescono molto comode e belle, e sono lucide a sufficienza. Ha questa fabbrica dai fianchi i luoghi da fare i vini, le stalle, i portici, ed altre comodità all’uso della Villa appartenenti. [p. 103 modifica]I quattro libri dell'architettura.djvu [p. 104 modifica]A Fanzolo Villa del Trivigiano discosto da Castelfranco tre miglia, è la sottoposta fabbrica del Magnifico Signor Leonardo Emo. Le Cantine, i Granari, le stalle e gli altri luoghi di Villa sono dall’una e l’altra parte della casa dominicale e nell’estremità loro vi sono due colombare, che apportano utile al padrone, ed ornamento al luogo e per tutto si può andare al coperto: il che è una delle principali cose, che si ricercano ad una casa di Villa, come è stato avvertito di sopra. Dietro a questa fabbrica è un giardino quadro di ottanta campi Trivigiani: per mezzo il quale corre un fiumicello, che rende il sito molto bello e dilettevole. È stata ornata di pitture da M. Battista Venetiano. [p. 105 modifica]I quattro libri dell'architettura.djvu