I quattro libri dell'architettura (1790)/Libro II - XV

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CAPITOLO XV.

Dei Disegni delle Case di Villa di alcuni Gentiluomini di Terra Ferma.


AD un luogo del Vicentino detto il Finale, è la seguente Fabbrica del Signor Biagio Sarraceno. Il piano delle stanze s’alza da terra cinque piedi: le stanze maggiori sono lunghe un quadro e cinque ottavi, ed alte quanto larghe e sono in solaro. Continua questa altezza ancora nella Sala: i camerini appresso la loggia sono in volto: la altezza de’ volti al pari di quella delle stanze: di sotto vi sono le Cantine e di sopra il Granaro: il quale occupa tutto il corpo della casa. Le cucine sono fuori di quella: ma però congiunte in modo che riescono comode. Dall’una e l’altra parte vi sono i luoghi all’uso di Villa necessarj. [p. 107 modifica]I quattro libri dell'architettura.djvu [p. 108 modifica]

I disegni che seguono, sono della fabbrica del Signor Girolamo Ragona, Gentiluomo Vicentino fatta da lui alle Ghizzole sua Villa. Ha questa Fabbrica la comodità ricordata di sopra, cioè che per tutto si può andare al coperto. Il pavimento delle stanze per uso del Padrone è alto da terra dodici piedi: sotto queste stanze vi sono le comodità per la famiglia, e di sopra altre stanze, che possono servire per granari ed anco per luoghi da abitarvi, venendo l’occasione. Le Scale principali sono nella facciata davanti della casa, e rispondono sotto i portici del cortile. [p. 109 modifica]I quattro libri dell'architettura.djvu [p. 110 modifica]In Pogliana Villa del Vicentino è la sottoposta Fabbrica del Cavalier Pogliana. Le sue stanze sono state ornate di pitture e stucchi bellissimi da Messer Bernardino India e Messer Anselmo Canera pittori Veronesi e da Messer Bartolomeo Ridolfi Scultore Veronese: le stanze grandi sono lunghe un quadro e due terzi e sono in volto: le quadre hanno le lunette ne gli angoli: sopra i camerini vi sono mezzati: l’altezza della Sala è la metà più della larghezza e viene ad essere al pari dell’altezza della loggia: la sala è involtata a fascia e la loggia a crociera: sopra tutti questi luoghi è il Granaro e sotto le Cantine e la cucina: perciocchè il piano delle stanze si alza cinque piedi da terra: Da un lato ha il cortile, ed altri luoghi per le cose di Villa, dall’altro un giardino, che corrisponde a detto Cortile e nella parte di dietro il Bruolo, ed una Peschiera, di modo che questo Gentiluomo, come quello che è magnifico e di nobilissimo animo, non ha mancato di fare tutti quegli ornamenti e tutte quelle comodità che sono possibili per rendere questo suo luogo bello, dilettevole e comodo. [p. 111 modifica]I quattro libri dell'architettura.djvu [p. 112 modifica]

A Lisiera, luogo propinquo a Vicenza, è la seguente Fabbrica edificata già dalla felice memoria del Signor Gio. Francesco Valmarana. Le logge sono d’ordine Jonico, le colonne hanno sotto una base quadra che gira intorno a tutta la casa; a questa altezza è il piano delle logge e delle stanze, le quali tutte sono in solaro. Negli angoli della casa vi sono quattro torri, le quali sono in volto: la sala ancora è involtata a fascia. Ha questa Fabbrica due cortili uno davanti per uso del Padrone e l’altro di dietro, ove si tribbia il grano, e ha i coperti, ne’ quali sono accomodati tutti i luoghi pertinenti all’uso di Villa. [p. 113 modifica]I quattro libri dell'architettura.djvu [p. 114 modifica]La seguente Fabbrica fu cominciata dal Conte Francesco e Conte Lodovico fratelli de’ Trissini a Meledo Villa del Vicentino. Il sito è bellissimo; perciocchè è sopra un colle, il quale è bagnato da un piacevole fiumicello ed è nel mezzo di una molto spaziosa pianura, e accanto ha una assai frequente strada. Nella sommità del colle ha da esservi la sala rotonda, circondata dalle stanze, e però tanto alta, che pigli il lume sopra di quelle. Sono nella sala alcune mezze colonne, che sostengono un poggiuolo, nel quale si entra per le stanze di sopra, le quali, perchè sono alte solo sette piedi, servono per mezzati. Sotto il piano delle prime stanze vi sono le cucine, i tinelli, ed altri luoghi. E perchè ciascuna faccia ha bellissime viste; vi vanno quattro logge di ordine Corintio, sopra i frontespizj delle quali sorge la cupola della sala. Le logge, che tendono alla circonferenza, fanno un gratissimo aspetto. Più presso al piano sono i fenili, le cantine, le stalle, i granari, i luoghi da Castaldo, ed altre stanze per uso di Villa. Le colonne di questi portici sono di ordine Toscano; sopra il fiume negli angoli del cortile vi sono due colombare. [p. 115 modifica]I quattro libri dell'architettura.djvu [p. 116 modifica]La Fabbrica sottoposta è in Campiglia luogo del Vicentino ed è del Signor Mario Repetta, il quale ha esequito in questa fabbrica l’animo della felice memoria del Signor Francesco suo padre. Le colonne dei portici sono di ordine Dorico: gli intercolunnj sono quattro diametri di colonna: Ne gli estremi angoli del coperto, ove si veggono le logge fuori di tutto il corpo della casa, vi uanno due colombare e le logge. Nel fianco rincontro alla stalle vi sono stanze, delle quali altre sono dedicate alla Continenza, altre alla Giustizia, ed altre ad altre Virtù con gli Elogj e Pitture, che ciò dimostrano, parte della quali è opera di messer Battista Maganza Vicentino Pittore e Poeta singolare: il che è stato fatto affine che questo Gentiluomo, il quale riceve molto uolentieri tutti quelli, che vanno a ritrovarlo; possa alloggiare i suoi forestieri, ed amici nella camera di quella Virtù, alla quale essi gli pareranno aver più inclinato l’animo. Ha questa fabbrica la comodità di potere andare per tutto al coperto; e perchè la parte per l’abitazione del padrone e quella per l’uso di Villa sono di uno istesso ordine; quanto quella perde di grandezza per non essere più eminente di questa; tanto questa di Villa accresce del suo debito ornamento e dignità, facendosi uguale a quella del Padrone con bellezza di tutta l’opera. [p. 117 modifica]I quattro libri dell'architettura.djvu [p. 118 modifica]La seguente Fabbrica è del Conte Odoardo e Conte Teodoro fratelli de’ Thieni, in Cicogna sua Villa, la qual fabbrica fu principiata dal Conte Francesco loro padre. La Sala è nel mezzo della casa e ha intorno alcune colonne Ioniche, sopra le quali è un poggiuolo al pari del piano delle stanze di sopra: Il volto di questa Sala giugne fino sotto il tetto: le stanze grandi hanno i volti a schiffo e le quadrate a mezzo cadino e si alzano in modo, che fanno quattro torricelle ne gli angoli della fabbrica: i camerini hanno sopra i loro mezzati: le porte de’ quali rispondono al mezzo delle scale. Sono le scale senza muro nel mezzo e perchè la sala per ricevere il lume di sopra è luminosissima, esse ancora hanno lume a bastanza e tanto più che essendo uacue nel mezzo; ricevono il lume ancora di sopra: in uno de’ coperti, che sono per fianco del cortile vi sono le cantine e i granari e nell’altro le stalle e i luoghi per la Villa. Quelle due logge, che come braccia, escono fuori dalla fabbrica; sono fatte per unir la casa del padrone con quella di Villa: sono appresso questa fabbrica due cortili di fabbrica vecchia con portici, l’uno per lo trebbiar de’ grani e l’altro per la famiglia più minuta. [p. 119 modifica]I quattro libri dell'architettura.djvu [p. 120 modifica] La seguente Fabbrica è del Conte Giacomo Angarano da lui fabbricata nella sua Villa di Angarano nel Vicentino. Nei fianchi del cortile vi sono cantine, granari, luoghi da fare i vini, luoghi da Castaldo, stalle, colombara, e più oltre da una parte il cortile per le cose di Villa, e dall’altra un giardino. La casa del Padrone posta nel mezzo è nella parte di sotto in volto, e in quella di sopra in solaro. I camerini sì di sotto, come di sopra sono a mezzati. Corre appresso questa Fabbrica la Brenta fiume copioso di buonissimi pesci. È questo luogo celebre per i vini preziosi che vi si fanno, e per li frutti che vi vengono, e molto più per la cortesìa del Padrone.

[p. 121 modifica] [p. 122 modifica]I disegni che seguono, sono della Fabbrica del Conte Ottavio Thiene a Quinto sua Villa. Fu cominciata dalla felice memoria del Conte Marc’Antonio suo padre, e dal Conte Adriano suo zio. Il sito è molto bello per aver da una parte la Tesina, e dall’altra un ramo di detto fiume assai grande. Ha questo Palagio una loggia davanti la porta di ordine Dorico. Per questa si passa in un’altra loggia, e di quella in un cortile, il quale ha nei fianchi due logge. Dall’una, e l’altra testa di queste logge sono gli appartamenti delle stanze, delle quali alcune sono state ornate di pitture da Messer Giovanni Indemio Vicentino, uomo di bellissimo ingegno. Incontro all’entrata si trova una loggia simile a quella dell’entrata, dalla quale si entra in un’Atrio di quattro colonne, e da quello nel cortile, il quale ha i portici di ordine Dorico, e serve per l’uso di Villa. Non vi è alcuna scala principale corrispondente a tutta la Fabbrica, perciocchè la parte di sopra non ha da servire se non per salvaroba, e per luoghi da servitori. [p. 123 modifica] [p. 124 modifica]In Lonedo, luogo del Vicentino, è la seguente Fabbrica del Signor Girolamo de’ Godi posta sopra un colle di bellissima vista, ed accanto un fiume, che serve per peschiera. Per rendere questo sito comodo per l’uso di Villa vi sono stati fatti cortili, e strade sopra volti con non piccola spesa. La fabbrica di mezzo è per l’abitazione del Padrone, e della Famiglia. Le stanze del Padrone hanno il piano loro alto da terra tredici piedi, e sono in solaro: sopra queste vi sono i granari, e nella parte di sotto, cioè nell’altezza dei tredeci piedi, vi sono disposte le cantine, i luoghi da fare i vini, la cucina, ed altri luoghi simili. La sala giunge con la sua altezza fin sotto il tetto, ed ha due ordini di finestre. Dall’uno, e dall’altro lato di questo corpo di fabbrica ci sono i cortili, ed i coperti per le cose di Villa. È stata questa fabbrica ornata di pitture di bellissima invenzione da Messer Gualtiero Padovano, da Messer Battista del Moro Veronese, e da Messer Battista Veneziano, perchè questo Gentiluomo, il quale è giudiziosissimo, per ridurla a quella eccellenza e perfezione, che sia possibile, non ha guardato a spesa alcuna, ed ha scelto i più singolari ed eccellenti pittori dei nostri tempi. [p. 125 modifica] [p. 126 modifica]A Santa Sofia, luogo vicino a Verona cinque miglia, è la seguente fabbrica del signor Conte Marc’Antonio Sarego, posta in un bellissimo sito, cioè sopra un colle di ascesa facilissima, che discuopre parte della Città, ed è tra due Vallette. Tutti i colli intorno sono amenissimi e copiosi di buonissime acque; onde questa fabbrica è ornata di giardini e di fontane maravigliose. Fu questo luogo per la sua amenità le delicie dei Signori della Scala, e per alcuni vestigj, che vi si veggono, si comprende che ancora al tempo de’ Romani fu tenuto da quegli antichi in non piccola stima. La parte di questa fabbrica, che serve all’uso del padrone e della famiglia, ha un cortile: intorno al quale sono i portici; le colonne sono di ordine Jonico, fatte di pietre non polite, come pare che ricerchi la Villa, alla quale si convengono le cose piuttosto schiette e semplici, che delicate: vanno queste colonne a tuor suso la estrema cornice, che fà gorna, ove piovono l’acque del coperto e hanno nella parte di dietro, cioè sotto i portici alcuni pilastri, che tolgono suso il pavimento delle logge di sopra; cioè del secondo solaro. In questo secondo solaro vi sono due sale, una rincontro all’altra: la grandezza delle quali è mostrata nel disegno della pianta con le linee, che si intersecano e sono tirate dagli estremi muri della fabbrica alle colonne. accanto questo cortile vi è quello per le cose di Villa, dall’una e l’altra parte del quale vi sono i coperti per quelle comodità, che nelle Ville si ricercano. [p. 127 modifica] [p. 128 modifica]La Fabbrica che segue, è del signor Conte Annibale Sarego ad un luogo del Colognese detto la Miga. Fa basamento a tutta la fabbrica un piedistallo, ed all’altezza di questo piedistallo è il pavimento delle prime stanze, sotto le quali vi sono le cantine, le cucine, ed altre stanze pertinenti ad allogar la famiglia: le dette prime stanze sono in volto e le seconde in solaro; appresso questa Fabbrica vi è il cortile per le cose di Villa, con tutti quei luoghi che a tal’uso si convengono. [p. 129 modifica]