Geremia (Diodati 1821)/capitolo 4

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capitolo 3 capitolo 5

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4
 O ISRAELE, se tu ti converti, dice il Signore, convertiti a me; e se tu togli dal mio cospetto le tue abbominazioni, e non vai più vagando,

2 E giuri: Il Signore vive1, veracemente, dirittamente, e giustamente; allora, le genti si benediranno in te2, e in te si glorieranno.

3 Perciocchè, così ha detto il Signore a que’ di Giuda, e di Gerusalemme: Aratevi il campo novale, e non seminate fra le spine3.

4 Uomini di Giuda, ed abitanti di Gerusalemme, circoncidetevi al Signore4, e togliete l’incirconcisione del vostro cuore; che talora l’ira mia non esca a guisa di fuoco, e non arda, e non vi sia alcuno che la spenga; per la malvagità de’ vostri fatti.

‘‘L’invasione straniera annunziata e descritta.’’

5 Annunziate in Giuda, e bandite in Gerusalemme, e dite: Sonate la tromba per lo paese, gridate, raunate il popolo, e dite: Raccoglietevi, ed entriamo nelle città forti.

6 Alzate la bandiera verso Sion, fuggite di forza, non restate; perciocchè io fo venir d’Aquilone una calamità, ed una gran ruina.

7 Il leone è salito fuor del suo ricetto, e il distruggitore delle genti è partito5; egli è uscito del suo luogo, per mettere il tuo paese in desolazione, e per far che le tue città sieno ruinate, per modo che niuno abiti più in esse.

8 Perciò, cingetevi di sacchi, fate cordoglio, ed urlate; imperocchè l’ardor dell’ira del Signore non si è stornato da noi.

9 Ed avverrà in quel giorno, dice il Signore, che il cuor del re, e de’ principi, verrà meno; e i sacerdoti saranno stupefatti, ed i profeti attoniti.

10 Ed io ho detto: Ahi! Signore Iddio! hai tu pure ingannato questo popolo, e Gerusalemme, dicendo: Voi avrete pace; e pur la spada è giunta infino all’anima6!

11 In quel tempo si dirà a questo popolo, ed a Gerusalemme: Un vento secco, qual soffia ne’ luoghi elevati, soffia nel deserto, traendo verso la figliuola del mio popolo; il quale non è da sventolare, nè da nettare;

12 un vento, più forte che tali venti, verrà da parte mia; ora anch’io pronunzierò loro i miei giudicii.

13 Ecco, colui salirà a guisa di nuvole, ed i suoi carri saranno come un turbo; i suoi cavalli saranno più leggieri che aquile7. Guai a noi! perciocchè siamo deserti.

14 O Gerusalemme, lava il cuor tuo di malvagità8, acciocchè tu sii salvata; infino a quando albergherai tu dentro di te i pensieri della tua iniquità?

15 Conciossiachè vi sia una voce, che annunzia che l’iniquità è maggiore che in Dan; e bandisce ch’ella è più grave che nel monte di Efraim.

16 Avvertite le genti; ecco, adunate a grida contro a Gerusalemme degli assediatori, che vengano di lontan paese, e mandino fuori le lor grida contro alle città di Giuda.

17 Essi si son posti contro a Gerusalemme d’ogn’intorno9, a guisa delle guardie de’ campi; perciocchè ella mi è stata ribella, dice il Signore.

18 Il tuo procedere, ed i tuoi fatti, ti hanno fatte queste cose; questa tua malvagità ha fatto che ti è avvenuta amaritudine, e ch’ella ti è giunta infino al cuore10.

19 Ahi! le mie interiora, le mie interiora! io sento un gran dolore; ahi! il chiuso del mio cuore! il mio cuore romoreggia in me11; io non posso racchetarmi; perciocchè, o anima mia, tu hai udito il suon della tromba, lo stormo della guerra.

20 Una ruina è chiamata dietro all’altra ruina; conciossiachè tutto il paese sia guasto; le mie tende sono state di subito guaste, ed i miei teli in un momento.

21 Infino a quando vedrò la bandiera, e udirò il suon della tromba?

22 Questo è perciocchè il mio popolo è stolto, e non mi conoscono; son figliuoli pazzi, e non hanno alcuno intendimento; ben sono cauti a far male, ma non hanno alcun conoscimento da far bene.

23 Io ho riguardata la terra; ed ecco, [p. 607 modifica]era una cosa tutta guasta, e deserta; ho anche riguardati i cieli, e la lor luce non era più.

24 Ho riguardati i monti; ed ecco, tremavano, e tutti i colli erano scrollati.

25 Io ho riguardato; ed ecco, gli uomini non erano più; ed anche tutti gli uccelli de’ cieli si erano dileguati.

26 Io ho riguardato; ed ecco, carmel era un deserto, e tutte le sue città erano distrutte dal Signore, per l’ardor della sua ira.

27 Perciocchè, così ha detto il Signore: Tutto il paese sarà desolato, ma non farò ancora fine.

28 Per tanto la terra farà cordoglio, e i cieli di sopra scureranno; perciocchè io ho pronunziata, io ho pensata la cosa, e non me ne pentirò, nè storrò.

29 Tutte le città se ne fuggono, per lo strepito de’ cavalieri, e de’ saettatori; entrano in boschi folti, e salgono sopra le rocce; ogni città è abbandonata, e niuno vi abita più.

30 E tu, o distrutta, che farai? benchè tu ti vesti di scarlatto, e ti adorni di fregi d’oro, e ti stiri gli occhi col liscio, in vano ti abbellisci; gli amanti ti hanno a schifo, cercano l’anima tua.

31 Perciocchè io ho udito un grido, come di donna che partorisce; una distretta, come di donna che è sopra parto del suo primogenito; il grido della figliuola di Sion, che sospira ansando, ed allarga le palme delle sue mani, dicendo: Ahi lassa me! perciocchè l’anima mi vien meno per gli ucciditori.