CXLIX

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CXLVIII CL
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CXLIX

La Vecchia.

     «Molti buon’uomini i’ ho giá ’ngannati,
quand’i’ gli tenni ne’ mi’ lacci presi:
ma prima fu’ ’ngannata tanti mesi
4che’ piú de’ mie’ sollazzi eran passati.
Cento milia cotanti e’ barattati
n’avrei, s’i’ a buonor gli avesse tesi,
e conti e cavalieri e gran borgesi,
8che molti fiorin d’oro m’avrian dati.
     Ma quand’i’ me n’avvidi, egli era tardi,
chéd i’ era giá fuor di giovanezza,
11ed eranmi falliti i dolzi isguardi,
ché ’n sua balia mi tenea vecchiezza.
Or convien, figlia mia, che tu ti guardi
14che tu non ti conduchi a tale strezza.»