CCLXII. Di un frate di Sant’Antonio, di un laico e di un lupo

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Poggio Bracciolini - Facezie di Poggio Fiorentino (1438-1452)
Traduzione dal latino di Anonimo (1884)
CCLXII. Di un frate di Sant’Antonio, di un laico e di un lupo
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CCLXII

Di un frate di Sant’Antonio,

di un laico e di un lupo.


Uno di quei frati che vanno intorno e chieggono la elemosina per sant’Antonio, persuase un contadino a dargli non so qual frumento, con la promessa che tutte [p. 163 modifica]le cose sue, e specialmente le pecore, sarebbero per un anno immuni da danno qualsiasi. E il villano, fidando sopra questa promessa, lasciò liberamente vagare le sue pecore, e un lupo glie ne mangiò molte. Sdegnato per questa cosa, quando, l’anno dopo, il frate tornò pe ’l frumento, negò di darglielo, e si lamentò ancora che fossero state vane le sue promesse. E chiestane il frate la ragione, rispose il villano che il lupo gli aveva rapito le pecore: “Il lupo? disse l’altro; oh! oh! è esso una cattiva bestia, e non te ne fidare; non solo ingannerebbe sant’Antonio ma lo stesso Cristo se potesse.” Ed è cosa stolta aver fede in coloro che fanno mestiere della frode.