Dianzi io piantai un ramoscel d'Alloro

Benedetto Menzini

Indice:Zappi, Maratti - Rime I.pdf Sonetti Letteratura Dianzi io piantai un ramoscel d’Alloro Intestazione 19 marzo 2022 100% Da definire


Nuvola apps bookcase.svg Questo testo fa parte della raccolta Sonetti d'alcuni arcadi più celebri/Benedetto Menzini


[p. 273 modifica]

III


Dianzi io piantai un ramuscel d’Alloro,
     E insiemeio porsi al Ciel preghiera umìle,
     Che sì crescesse l’arbore gentile,
     Che poi fosse ai Cantor fregio e decoro,
5E Zeffiro pregai, che l’ali d’oro
     Stendesse su i bei rami a mezzo Aprile;
     E che Borea crudel stretto in servile
     Catena, imperio non avesse in loro.
Io so, che questa pianta a Febo amica
     10Tardi, ah ben tardi, ella s’innalza al segno
     D’ogni altra, che qui stassi in piaggia aprica.
Ma il suo lungo tardar non prendo a sdegno,
     Però che tardi ancora, e a gran fatica
     Sorge tra noi chi di corona è degno.