Giovanni Prati

Olindo Malagodi 1878 Indice:Prati, Giovanni – Poesie varie, Vol. II, 1916 – BEIC 1901920.djvu sonetti Danza Intestazione 23 luglio 2020 25% Da definire

Foresta Nessuno
Questo testo fa parte della raccolta XIV. Da 'Iside'
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XXVIII

DANZA

Mentre dirada il vespero,
pien dei temuti brividi,
sulla fiorita altura
del Pincio i passeggier;
5io qui m’adagio al pergolo,
e nei tepenti vortici
d’una foglietta oscura
covano i miei pensier.
O quanti mai fantasimi,
10vestiti in oro e in porpora
e di viole o rose
incoronato il crin,
ma freddi e muti, danzano
sull’orlo delle nuvole,
15che spuntano odorose
dal nostro zigarin!

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Chi sa dove si recano
quest’ombre senza lacrime,
quest’ombre senza riso,
20quest’ombre senza amor!
Forse ridanno al Tartaro
l’oscuro vel di cenere
e rendono all’Eliso
le vesti d’oro e i fior.
25La strana danza io séguito
di quei risorti spiriti
che vivono un momento
poi tornano a morir.
E, quando tutto è tenebra
30e il morto mondo interrogo,
altro di lá non sento
che l’eco d’un sospir.
Chi l’ha mandato? è un angelo
che in Dio s’allegra? è un profugo
35del paradiso? od uno
cui l’Èrebo s’apri?
o sono insiem le picciole
forme dei nostri lemuri,
che per l'Olimpo bruno
40sospirano cosi?
Noi so. Da me scomparvero
quelle minute imagini;
e l’unica ingioconda
traccia, che meco sta,
45è sovra i panni il candido
pulvischio d’uno zigaro,
che la fantesca bionda
doman mi pulirá.

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O tu, dall’alta Orcomeno
50discesa, ellenia favola,
se in cortice del Nilo
ti posso io mai ritrar,
vivi non come un alito
di fumo che si sperpera,
55ma come un fior di Milo
sull’afrodisio aitar.
Deh! suscitiam le vergini
fiore, i giocondi egipani,
le faune ed i silvani,
60che non sorridon piú:
non ci stendiam coni’ar ide
mummie in egizio feretro,
torniamo ai mondi arcani
sognati in gioventú.