Canti (Leopardi - Ginzburg)/A se stesso

XXVIII. A se stesso

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Giacomo Leopardi - Canti (1819 - 1831)
XXVIII. A se stesso
Amore e Morte Aspasia

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XXVIII

A SE STESSO

     Or poserai per sempre,
stanco mio cor. Perí l’inganno estremo,
ch’eterno io mi credei. Perí. Ben sento,
in noi di cari inganni,
5non che la speme, il desiderio è spento.
Posa per sempre. Assai
palpitasti. Non val cosa nessuna
i moti tuoi, né di sospiri è degna
la terra. Amaro e noia
10la vita, altro mai nulla; e fango è il mondo.
T’acqueta omai. Dispera
l’ultima volta. Al gener nostro il fato
non donò che il morire. Omai disprezza
te, la natura, il brutto
15poter che, ascoso, a comun danno impera,
e l’infinita vanitá del tutto.