Busto Arsizio - Notizie storico statistiche/Parte I/X

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X.


Mortalità comparata delle diverse parti del borgo — Alloggio di soldati —
Straordinaria infestazione di topi — Cause di recrudescenza del contagio —
Nuovi provedimenti.


„ E fra tutti i maggior mali ed ultima ruina delle case, che siano infestate in questo nostro borgo in tutto il tempo del contagio, di quattro contrade principali e quattro porte communi la più infetta ed appestata fu la porta di Svico, per cominciare dalla prima, nella quale di quattro parti le tre e più ancora sono morte ed in alcune particolari non vi è restato una sola radice: segno di gran meraviglia in vero e stupore, che oltre quelle [p. 78 modifica]case affatto sfiorate non ve ne sia restata una sola che non abbia pagato la decima e primizia alla morte, anche in gran numero. — Nella porta di Basilica, o vero milanese, la morte ha fatto qualche strage sì ma non in tanto numero di persone, ne meno in tutte le case generalmente, come ha fatto in Svico, quantunque Basilica sia stata l'origine ed il principio di tutto il contagio seguito in questa nostra terra. — Da questa seconda porta poi la morte passò alla terza di Sciornago e non senza vendetta mortale, ma non molto però se bene abbia tirato delle coltellate e dei colpi da orbo, come si suol dire. Di ciò ne ponno fare testimonianza quelli che hanno avuto le ferite mortali, i quali vivendo le potranno raccontare, fra'quali una povera vedova talmente impiagata di 18 cicatrici e piaghe, che in sei mesi continui non si potè curare le piaghe, oltre la perdita dell'occhio sinistro, con grande dispendio della borsa. Cosa incredibile a chi non ha veduto. Nel resto poi la morte si diportò assai bene, e fu alquanto discreta. Per la porta Piscina finalmente ha fatto qualche saltarello la morte si, non ha però dato molta molestia, perchè non sono morti della decima parte l'una, non curandosi della poveraglia, nè meno delle loro stracce, del che ne sia lodato eternamente nostro Signore.

„ Fu poi mandato a Busto una compagnia di cavalleria del marchese di Santa Croce al 21 di settembre, un giorno di S. Matteo, per ristoro di questa povera terra tutta esausta, quantunque fosse ancora sospesa per il contagio e per la peste e vi fossero ancora molte persone infette e delle case novamente imbrattate, nondimeno senza compassione alcuna, per ultimo sterminio, fu aggravata la povera Communità di questo novello frutto e donativo di cavalleria, che frustò talmente li paesani, [p. 79 modifica]levandogli quel poco fiato che gli restava, che quasi erano messi in disperazione, e li alloggiarono per un mese intiero, e furono sforzati partire, perchè li Francesi molestavano la città di Casale.

„ Cosa di gran meraviglia e di non poco stupore seguì l'anno 1630, quasi incredibile a chi non è stato in proprio fatto ed a chi non l'ha veduto a occhi, che in quell'anno regnasse tanta quantità di ratti, che quasi difficilmente le persone si potevano difendere, nè di giorno, nè di notte, dalla gran molestia ed importuna rabbia di questi animali, che non si poteva salvare cosa alcuna per il gran numero e quantità dei mussi1, nè vi era casa dove non regnassero a centinaja, e di grossezza talmente smisurata, che mettevano terrore a vederli in squadriglia, come se fossero stati tanti cagnoletti, e tanto danno facevano da per tutto, che non si potrebbe stimare, ma molto più pei panni di lana e di lino: erano talmente rabbiati di fame, che rosicchiavano li usci e le finestre per entrare nelle camere e per uscire, come fossero stati tanti cani. — Il contagio fece un poco di ritorno anche nel mese di ottobre, per il che molte casate andorno in ruina, il come ed il quando quasi non si poteva congetturare, se non perchè si facesse poca stima di contrattare senza riguardo con le persone infette e sospette che andavano fuori nei villaggi di qua e di là a fare le purghe, e quando tornavano a casa trattavano con tutti senz'alcuna considerazione, il che fu cagione di gran male e di rinovare il morbo nella terra, perchè molti morivano senza confessione in due e tre giorni, i quali immutivano per la gravezza del male. Un'altra cagione, perchè le donne non volevano [p. 80 modifica]purgare le stracce, e le tenevano nascoste, se bene si facevano gride aspre e rigorose contro coloro i quali celavano le robe infette, e ne sono stati castigati molti con gran rigore e severità.

„ Queste sono state le occasioni di rinovare le piaghe della peste e di mantenere il contagio più lungamente che non sarebbe durato, in notabil danno di questo borgo, perchè si sarebbe liberato in breve tempo ed avrebbero ripigliate le mercanzie e i trafichi rilasciati; se bene anco intorno a questo li conservatori della Sanità avevano arte a bello studio procurata dalli commissarii ed officiali della terra di tener lungo il ballo per fare grassa la cucina ed empire la borsa. Potrei dire molte cose intorno a questo, le quali tralascio per modestia e buona creanza, ancorchè ogni Santo voglia la Sua cera.

„ E perchè seguivano molti danni nel publico e nel privato, per la poca cura che si faceva in guardarsi dagli infetti ed ammorbati, provando ogni giorno per isperienza il tutto e per prova, perchè l'infetti e li purgatori delle case andavano ad alloggiare e riposare di giorno e di notte sotto le cascine, nelle capanne ed altri luoghi coperti in campagna, perchè ne sono morti molti per questa cagione, i quali erano sani e netti; per ovviare questo disordine e rimovere l'occasione del pericolo imminente, li signori Conservatori della Congregazione sopra la sanità fecero ordinazione, che per tutto il dì 27 d'ottobre ogn'uno che avesse capanne in campagna l'avessero a dispatare di sopra, di sotto, e d'ogni intorno, nè lasciassero paglia di sorta alcuna, dove potessero riposare le persone viandanti e terrieri, ancora sotto pena di scudi dieci per ciascheduno, ed altre pene arbitrarie all'illustre Tribunale della Sanità di Milano, [p. 81 modifica]e passato detto termine designato, oltre la pena pecunianiaria, li Conservatori avevano ordine ed autorità d'incendere e dare il fuoco ed abbruciare dette capanne senz'altro avviso.

„ Le cascine poi fabricate tutte di muro, o vero di asse, si avessero di tener serrate sotto l'istessa pena di scudi dieci, nè si lasciasse paglia di sorta alcuna fuori della cascina, dove potessero ricoverarsi le persone, per la cagione già su detta, il che fu santamente pensato e stabilito, perchè in questi abitacoli si manteneva e si fomentava più che mai il contagio e la peste e la pestifera unzione, della quale dicono essere stato origine ed inventore un frate scelerato.

„ Si diede poi ordine per la purga dei materassi di lana, e dei letti di piuma, alla qual purga furono deputati certi particolari, in una stanza ritiratamente, ed in quel mentre non contrattavano con persona alcuna.

„ Quanto alla piuma si osservava la purga di certi libretti stampati a questo fine, con diversi profumi, riponendo le piume sopra le tavole di canna, perchè meglio ricevessero la purga dei profumi, le fodere si facevano bollire nell'aqua bollente, ed a questo modo restavano purgate.

„ Quanto poi alla lana, si facevano bollire le fodere ancora, e di tempo in tempo si facevano asciugare al sole, poi si battevano diligentemente dai maestri di questa professione, e si lasciavano molto tempo al sole, acciò restassero ben bene purificate e sicure le lane. — Quanto alle pellizze, ai pellotti, ai guantini2 ed a tutte le cose di pelle, se gli dava il fuoco irremissibilmente da tutti senz'alcuno riguardo.

  1. Corrozione del latino mures (topi).
  2. Manicotti.