Breve descrizione dell'aquisto di Terra Santa - Versione diplomatica/Al cristianissimo et potentissimo gran Delfino di Gallia, et di Navarra

Al cristianissimo et potentissimo gran Delfino di Gallia, et di Navarra

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Al cristianissimo et potentissimo gran Delfino di Gallia, et di Navarra
Breve descrizione dell'aquisto di Terra Santa - Versione diplomatica Breve descrizione dello aquisto di Terra Santa. Di Antonio Mossi


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Mossi - Breve descrizione dell'aquisto di Terra Santa, 1601 (page 5 crop).jpg


A L  C R I S T I A N I S SMO.

ET  P O T E N T I S S.

D I  G A L L I A,  E T  D I   N A V A R R A.


Mossi - Breve descrizione dell'aquisto di Terra Santa, 1601(2) (page 5 crop).jpg



FF
R À tutte quelle coſe, che muovono, & diſpongano l'huomo all'opere eroiche, la più vrgente, & più efficace è quella, dell'orme, & veſtigie delli ſuoi anteceſſori, concioſia coſa che in ſentire, & intendere ciaſcuno, che il padre, & l auolo ſuo fece & diße, ſe gli accende, & infiamma cotanto l'intelletto, & la volontà,

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te, che non oſtante, che egli ne ſia d'animo alieno, ad ogni modo ſi sforza ad operare virilmente, et che ciò ſia vero, teſtimonio ce ne ſia frà gl'altri il gran Capitano Annibale Cartagineſe, quale ſapendo, che Amilcare ſuo padre era stato inimico de Romani, tutto il tempo di ſua vita, non fece mai altro, che portar arme contro di loro. Li Romani ſteſſi nō per altro allargarono il loro Imperio dalle Colonne d'Ercole, all Eufrate, & dal Reno all' Atlante, che per ripigliare ſucceſſiuamēte l'impreſe de paſſati; Li Ottomanni hauendo per oggetto le impreſe delli loro antenati hanno con gran pregiuditio del Criſtianeſimo fondato vn lungo, & largo Imperio. Il Magno Vgone, & il Duca Goffredo con gli altri Signori Franzeſi nel riguardar l'opere di Carlo Martello, di Pipino, & di Carlo Magno, raquiſtorno il ſacro Santo Sepolcro di Cristo. Li Re di Francia, che ſucceßero di poi, per le cagioni predette mandorono di là dal Mare grandi eſerciti, e tal volta vi paßarono in perſona, & anche per mantenerui guerra poſano per il loro Regno le decime Saladine. Lodouico il Santo dal quale Vostra Maeſtà deſcende, non ostante l'eßere egli andato in Egitto prigione del Soldano, volſe morire pugnando contro alli infedeli per la fede di Cristo    La onde altiſſimo, & magnanimo [p. iii modifica]

Signore, ſi come li ſua paſſati, & li alieni hanno nelle opere bellice imitato, & ripreſo le cauſe delli loro paßati, coſi conuiene, che quando ſarete in età idonea, pigliate, & proſeguiate contro alli Turchi quella guerra già per alcune età dalli Principi Criſtiani più preſto ſtuzziccata, che tentata. Il che facendo non dubito punto, che non riuſciate vn nuouo Carlo Magno, & che non aquiſtiate alla Corona di Francia oltre all'Imperi & Regni, nuoui titoli, & nuoue prerogatiue. Per ilche ſarete incoronato non come gli antichi per mano d'huomini, ma da Criſto steßo, & perche la maggior difficultà, che habbino i Principi del Mondo, è quella, di chi ricordi loro le coſe, però non tantosto ſi è inteſo il feliciſſimo vostro naſcimento, che io vi dono, dedico, con ſacro, indirizzo queſte mie poche fatiche acciò che contenēdo eſſe gli ecceſſi, et glorioſi fatti delli vostri anteceſſori, vi habbino a eßere a ſuoi tempi vn ricordo imagine, et ſimulacro di grande et magnanime impreſe. Nel che come nato di vn nuouo Scipione Henrico Quarto Re della Gallia, et di Nauarra, et della Cristianiſſima Maria, che procede da quel fulgore di guerra Signore Giouanni de Medici, mi perſuado, che ſi come eſſo padre voſtro contro il parer di quelli che miſurano i caſi, hà liberato la Francia dalle ſeditioni [p. iv modifica]

Ciuili, & dall'arme foreſtiere, coſi Voi Maſſimo Sire contro all'opinione delli diſcredenti habbiate à liberare dalle mani de Turchi Conſtātinopoli, & Gieruſalem, al che vi aiuti l'onnipotente Idio; acciò ſi rimetta nel ſuo peculiare patrimonio il vero culto della Santa Religione. Hora dunque altiſſimo, & potentiſſimo Delfino non vi ſia diſcaro per l'innata voſtra corteſia di degnarui ad accettare questo mio rozzo diſcorſo, nel che mostrarete di aggradire la buona volontà di vna perſona, che hà bramato, & brama tutta via più di ſeruire la ſacra Corona di Frācia, che però genufleſſo mi vi inchino, & faccio reuerenza, baciando humiliſſimamente quella destra, che in tal caſo ſi hà adoperare valoroſiſſimamente.    Di Firenze il dì 20. d'Ottobre 1 6 0 1.

Di V. Maestà humiliß. & deuotiß. ſeruitore.



Antonio Moſſi Fiorentino.