Biografie dei consiglieri comunali di Roma/Giuseppe Marchetti

Giuseppe Marchetti

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Remigio Manassei Raffaele Marchetti

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MARCHETTI AVV. CAV. GIUSEPPE


Consigliere Municipale




SS
copo solenne di queste nostre pubblicazioni, è alla presente e alla tarda età consegnare nella luce serena di un biografico ricordo quei cittadini, che dopo la gloria più bella d’Italia — il riscatto di Roma — furono stimati degni di salire al Campidoglio, a far corona del Comunale Consiglio, e notar quindi siccome in pagine imperiture di storia i nomi di tutti loro, siano essi discendenti da nobiltà di stirpe, o da modestia di natali, siano in maggior lustro venuti per potenza d’ingegno e grandezza di opere, o circoscritti in più breve confine, od abbiano altezza di meriti, od umiltà di virtù. — E certamente noi segnaleremo un giorno alla pubblica menzione coloro, avvegnaché ne sia lievissimo il numero, che in tanta luce di secolo, credono deturpare il patrizio blasone, o lo splendore di una fama cospicua, e di merito illustre, notati essendo nelle biografiche memorie di cittadini, che se la nascita ebbero modesta e modeste le virtù, l’onore sostennero d’un medesimo uffizio, e molti, più che la fortuna di un nobile casato e la vanità altissima, posseggono la nobiltà dei sentimenti, e l’altezza dei fatti, e la bellezza e grandezza dell’ingegno. Ma su ciò per ora tirando un velo, noi seguiamo nostro cammino, scrivendo la vita degli egregi e virtuosi uomini, presentandoli scolpiti dalla mano del biografo. —

Nell’anno 1815, nella città di Spoleto, che un tempo fu capitale dell’Umbria, nasceva da onorata e civile famiglia l’Avvocato Giuseppe Marchetti. — Gli anni cresceva, coltivando negli studi la mente, e ai più nobili e gentili sensi informando il cuore. — Venuto in Roma si applicò alle scienze legali, [p. 140 modifica]e la robustezza dell’ingegno si rivelò nel suo più eletto splendore chè la laurea conseguita, ottenne di poi anche il titolo di Avvocato, e si diè ad esercitare nella palestra del foro, dove raccolse sempre le più distinte onoranze, e venne in bellissima fama, ed avuto in altissima stima. — E di vero la reputazione chiarissima di lui fece sì che anche nei tempi del papale regime, fosse desiderato e cercato, affinchè sua opera facesse valere nella magistratura giudiziaria, ma egli oppose sempre ricusa, chè non era ne’ suoi sentimenti prestare a quel governo servigi. —

Però appena nell’anno 1849 i tempi mutavano, e la Romana Repubblica era proclamata, egli venia di subito alla carica di giudice del Tribunale di appello in Roma destinato, facendolo i suoi meriti in tali uffici attissimo imperciocché è egli uomo che alla integrità del carattere, alla grande onestà congiunge amore della giustizia, e questa perciò fu da lui rettamente esercitata, anche per la sua vasta dottrina in materia legale. —

E così andò sempre più levando di se universale la stima, che era di poi prescelto dal Commissario francese Avv. Giuseppe Piacentini-Rinaldi a far parte della Cassazione Romana, la quale però ebbe durata brevissima, chè il restaurato pontificio regime ne faceva abolizione. — Il Marchetti sapiente e dotto quale egli è, condivide la opinione dell’illustre cittadino di Livorno, che cioè: la legge importa che sia educatrice per eccellenza, corregga i costumi rei, non attenda i buoni costumi a correggersi, e norma di vita ella si presenti agli occhi di tutti, come un Cristo sul colle a predicare alle turbe i precetti dell’onesto vivere. —

Amante dell’Italia, egli desidera che si faccia sempre più grande e rispettata Nazione, e che le forze di tutti cospirino alla felicità del popolo, poiché nel popolo, conviene egli col Vico, risiedono le potenze creatrici del lavoro, dell’industria, del genio, e della civilizzazione, ed il popolo, dice uno scrittore sommo, ha diritto ad un libero progressivo sviluppo morale, ha diritto all’educazione, ha diritto di conoscere come proceda il maneggio degli affari, che lo riguardano, ha diritto a partecipare, quanto è possibile, direttamente o indirettamente, in quel maneggio; e per conoscere sempre meglio i propri doveri ha d’uopo d’interrogare la tradizione dell’umanità, il consiglio de’ propri fratelli, non nel cerchio ristretto d’un secolo e d’una setta, ma in tutti i secoli e nella maggiorità degli uomini passati e presenti. —

La città di Roma i pregi della mente e dell’animo del Marchetti conoscendo, lo eleggeva poscia Consigliere in Campidoglio, d’onde uscito, veniva rieletto con circa cinquemila voti. —

[p. 141 modifica] Però i propri affari non permettendogli una larga ingerenza degli uffici municipali ha fatto sempre parte della Giunta come Assessore supplente, ed ha atteso anche all’ufficio dell’istruzione pubblica. —

Avvenuta la morte dell’Avvocato Bruni primo presidente del Circolo legale, fu eletto, come degno successore, il Marchetti, nella quale carica per quattro anni fu con unanimità di suffragi riconfermato, ed in tale ufficio essendo, veniva pure decorato dell’ordine della Corona d’Italia. —

E noi segnaliamo anco alla pubblica riconoscenza il Marchetti, siccome benemerito della scienza, della civiltà, della nazione, della umanità, imperocchè è stato egli il fondatore dei congressi giuridici in Italia, e con quanta tenacità di propositi, con quante faticose sollecitudini, con quanta abnegazione noi non diremo, ma accenneremo si bene come al nobile intento giungesse attraverso grandi ostacoli, e mercè il concorso d’uomini illustri, mentre sarebbe del Governo cura suprema lo intervenire in appoggio di siffatti congressi avuti oggi presso tutte le più civili nazioni in sommo riguardo, chè sono fecondi, del più grande dei risultamenti umani, quale è quello di soccorrere il legislatore a gettare le fondamenta incrollabili, su cui deve posare la Società, e derivarne quella giustizia legale che il progredire dei liberi tempi e il pubblico e privato interesse di ogni cittadino richiede. — Il Marchetti intanto nel novembre dell’anno 1872, inaugurava in Campidoglio l’apertura del primo congresso giuridico, cui intervennero i più distinti giureconsulti, e spargevansi i primi semi delle legali riforme, e raccoglievansi nel campo delle scienze le opinioui dei dotti. — Ed in commemorazione di quel primo congresso fu coniata una bella e splendida medaglia. — Di presente il Marchetti si sta oc cupando del nuovo congresso giuridico, che avrà effetto in Torino nell’ottobre prossimo. — Egli è perciò in corrispondenza con i più dotti scienziati d’Italia e fuori, ed ogni sua premura intende a rendere questo congresso non solo sempre più degno di una grande e civile nazione, ma sopratutto proficuo ed apportatore di più retti miglioramenti, delle più urgenti riforme che la moderna legislatura reclama e la sociale convivenza comanda. — Quindi gli uomini che stanno al governo dello Stato, hanno sacro dovere di cooperare al più splendido successo di questo congresso giuridico e raccogliere la mente dei sapienti giureconsulti, non solo per l’onore del proprio paese e perchè non si affermi, che il Governo d’Italia è da meno dei Governi più civili e più progressivi, ma per il maggior bene della nazionale famiglia. —

E notiamo con vera soddisfazione dell’animo, come quell’illustre uomo, che è il conte Federico Sclopis, abbia assunto la Presidenza del Comitato d’organizzazione del congresso in Torino, e come ciò sia arra dell’alto successo [p. 142 modifica]che si meritano i nobilissimi sforzi del Marchetti amante della patria, della scienza, e del progredire della civiltà. —

E poichè, come disse uno scrittore illustre, l’esistenza attuale è gradino alla futura, la terra il luogo di prove dove combattendo il male, e promovendo il bene, dobbiamo meritare di salire; dovere di tutti e di ciascuno, è di lavorare a santificarla, affine di procedere col moto uniformemente accelerato, alla civiltà, all’unione dei popoli, alla felicita della generazione umana. —

Ed il Marchetti sompre operando, e come cittadino, e come uomo della scienza legale di presente all’ufficio intende, non solo di Presidente della Camera di disciplina degli Avvocati, ma è pur membro del patrocinio gratuito presso la Corte d’Appello di Roma, e fa parte di varie commissioni di beneficenza, come degli Orfani di S. Maria in Aquiro e Santi Quattro Coronati, della Divina Provvidenza, delle Pericolanti, dell’Annuunziata e della Carità; e in siffatte attribuzioni, si rende utilissimo e col consiglio e coll’opera, e mantiene di se soddisfazione in tutti, e al suo nome apporta sempre più bella aureola di stima e di onore. —

Ed il governo ad attestargli la particolare considerazione in che lo riguarda, lo ha nominato siccome uno degli Avvocati in Roma, che rappresentano il Pubblico Erario. —

Il Marchetti possiede poi lo più belle qualità dell’animo, poichè ha le maniere gentili, cortese l’espressione, e nobilissimo il cuore e delle azioni magnanimo e generose si compiace ineffabilmente.

Nel conchiudere pertanto questa biografica ricordazione noi sentiamo dolcezza grandissima con aver presentato nell’Avvocato Giuseppe Marchetti, un cittadino integerrimo, un uomo dottissimo, nelle scienze legali ed amministrative eccellente, che al bene della patria, e alla felicità della famiglia umana applica mai sempre sua opera e la pubblica benemerenza quindi più sempre meglio si acquista. —



Tip. Tiberina Piazza Borghese. Riccardo Fait — Editore.