Armonia exacordale

Giovanni Prati

Olindo Malagodi 1868 Indice:Prati, Giovanni – Poesie varie, Vol. II, 1916 – BEIC 1901920.djvu sonetti Armonia exacordale Intestazione 23 luglio 2020 25% Da definire

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Nuvola apps bookcase.svg Questo testo fa parte della raccolta XII. Dall'«Armando»
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II

ARMONIA EXACORDALE

voce dell’aria

(iupiter)

Pace, saturnio omuncolo,
e di tentarmi cessa.
Mistero al mondo, ascondita
a me rimango io stessa.
5Ospiti miei da secoli
son la rugiada e il nembo;
nel mio divino grembo
nuota la luna e il sol.
Vibro d’immense musiche,
10d’immensi ardori avvampo,
reggia alle stelle e campo
degli uccelletti al voi.
Opro; e de’miei miracoli
non cerco il (piando o il dove;
15né la gran Causa interrogo
che ad operar mi move.

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Apro alla rosa il calice,
squarcio alla nube il velo,
sposa del foco in cielo,
20suora dell’onda in mar.
Segue la morte a struggere
gli enti caduchi o infermi:
spirito immenso, i germi
io seguo a fecondar.

voce della terra

(saturnus)

25A te che giova, immagine
di frasca inaridita,
gran morituro, intendere
da me che sia la vita?
Dentro mi cresce un palpito
30ogni disfatta spoglia,
e dal mio sen germoglia
un’erba verde o un fior.
Languido o reo, s’assidera
il sangue tuo nel verno;
35dolce, illibato, eterno
il mio mi balza in cor.
Di Cani ardenti o d’Iadi
il tuo vii corpo è gioco.
A me lavacro è il turbine,
40divina ambrosia il foco;
e il tuo vigneto imporporo,
e t’ofiro in òr la spica,
tua mira madre antica,
ma ignota dea per te.

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45Le tue perpetue favole
orno di dolci incanti,
tesso allo schiavo i manti,
ma non conosco il re.

voce del foco

(vulcanus)

Spiro nel grembo all’aere,
50ardo alla terra in seno.
Movo gli eterni pelaghi,
nel tuo pensier baleno;
e forse in piú terribile
liamma me stesso ascondo;
55forse la vita e il mondo
da quella fiamma usci.
Le virtú mie non penetra
possanza di vivente,
raggio mortai di mente
60non numera i miei di.
S’io cominciato ho l’Essere,
se finirollo io mai,
perché mi chiedi, o spirito,
tu, che di te non sai?
65Ignoto è ciò che termina,
ciò che comincia è ignoto:
segui, movente e moto,
né investigar di piú.
Ciò, dopo attriti i carceri,
70sará palese all’alma,
se dalla spenta salma
vivo balzar puoi tu.

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voce dell’acqua

(neptunus)

Mar di nefanda origine,
pria d’irrorarti i lumi,
75asilo a mostri e nitido
porsi lavacro a numi.
Lungo i maggesi c i pascoli
modulo i glauchi passi;
torco il corallo ai sassi,
80cresco alle selve in crin.
Volo; e spiccar dai margini
i tuoi portenti io miro;
ma del mio vasto giro
tu non sai dirmi il fin.
85Premio al natal di Venere,
da fango o da maremma
il Sol mi sugge, e l’Iride
figlia del Sol m’ingemma.
Lacrima e sangue, ho un’anima
90d’aria e di foco in dono:
vita ed eccidio io sono,
ma non so dir perché.
Bada, o nocchicr: m’è incognito
se allegre mense in porto,
95o compirai, tu morto,
freddi imenei con me.

voce del tutto

(pan)

Piede ho di capro, ancipiti
corna e sembianze umane:
alita il mondo e l’erebo
100in me, terribil Pane.

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Padre di fauni, olimpica
forza di selva c monte;
bello e funesto ho il fronte
né in me conosco etá.
105Sono un tuo vii fantasima
o nume orrendo e vero?
son opera e pensiero
o scherno e vanitá?
son d’elementi involucro
110od elemento anch’io?
di fèra e d’uoni compagine,
copulo il nulla e il dio?
Etere e sol m’accendono,
terra mi veste e flutto:
115ma, s’io davver son Tutto,
qual dee di noi servir?
son io? sei tu? Rispondimi,
mortai superbo e scaltro:
sappiam noi due far altro
120che vivere e morir?

voce dello spirito

(androgeus)

Ciò ch’io misuro e novero,
ciò che pesar m’è dato,
è una letizia o un gemito
del mio futuro stato?
125Seme in balia d’un vortice,
che infaticabil erra,
sarò vii fiore in terra,
o splendid’astro in ciel?

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Su chete aure s’adagiano
130gli estinti padri almeno,
o pallid’ombre in seno
di non crucciato ostel?
Sono artifizio o artefice
passante od infinito?
135Favolai meco, o un angelo
mi die’ la legge e il rito?
Profeta e re, gli oracoli
dell’universo io scrissi?
o in piú profondi abissi
140qualch’Un me li insegnò?
Quest’Un, quest’Un mi circola
dovunque, e non lo vedo;
quest’Un lo sento e il credo,
ma ciò che sia non so.