Apri il menu principale

Annali d'Italia dal principio dell'era volgare sino all'anno 1750/335

Anno 335

../334 ../336 IncludiIntestazione 25% Da definire

334 336


[p. 1203 modifica]

Anno di Cristo CCCXXXV. Indizione VIII.
SILVESTRO papa 22.
COSTANTINO imperadore 29.
Consoli

GIULIO COSTANZo e CEIONIO RUFIO ALBINO.

Fratello di Costantino Augusto, ma da altra madre nato, cioè da Teodora figliastra di Massimiano Erculio, fu questo Giulio Costanzo console. Oltre allo onore del consolato, ebbe egli anche la eminente dignità di patrizio, il titolo di nobilissimo, e la facoltà di portar la veste rossa orlata d’oro3365. La cognizion di questo personaggio importa molto alla storia, perchè noi troveremo Gallo Cesare a lui nato dalla prima moglie, e Giuliano, a lui procreato da Basilina sua seconda moglie, Giuliano, dissi, che arrivò poi ad essere imperadore, ma d’infame memoria per la sua apostasia. Il secondo console, cioè Ceionio Rufio Albino, era figliuolo di Rufio Volusiano, stato due volte console, come apparisce da un’antica iscrizione3366. Dal Catalogo3367 del Cuspiniano e del Bucherio si ricava che a lui stesso nel dì 30 di dicembre dell’anno presente fu conferita la prefettura di Roma, nella quale egli continuò per tutto l’anno seguente. Entrava l’Augusto Costantino nel dì 25 di luglio del presente anno nell’anno trentesimo del suo regno, o imperio cesareo. Il padre Pagi3368 pretende che questi fossero i tricennali dell’imperio augustale di Costantino, e che da lui nell’anno precedente fossero stati celebrati quei del cesareo. Ma, secondo i miei conti, avendo egli veramente preso il titolo di Augusto nell’anno di Cristo 307, non poteva aver principio nell’anno presente il trentesimo dell’augustale imperio. Nè può stare che egli nel precedente anno celebrasse i tricennali del regno cesareo, perchè nell’anno 305 non fu, per quanto abbiam detto, dichiarato Cesare, ma solamente nel 306. Comunque sia con grande magnificenza3369 e con una non minor divozione e pietà solennizzò Costantino questa festa, giacchè, fuorchè a Cesare Augusto, a niun altro degli imperadori era riuscito di giugnere così avanti nel godimento del regno. Perciò [p. 1205 modifica]umili azioni di grazie rendè all’Altissimo3370; ed in questo medesimo anno fece la dedicazione dell’insigne chiesa della Resurrezione ch’egli avea fatto fabbricare in Gerusalemme. Ma che? La stessa pietà di sì glorioso Augusto incorse in questi medesimi tempi in una gravissima macchia, di cui parla diffusamente la storia ecclesiastica, e che a me basta di accennare in poche parole. Più che mai si trovava sconvolta la Chiesa di Dio per l’eresia d’Ario, e per la prepotenza de’ suoi partigiani e protettori. Costantino, per mettere fine a tanti torbidi, ordinò nel presente anno che si tenessero3371 due concilii, l’uno in Tiro, e l’altro in Gerusalemme. La intenzione sua si può credere che fosse buona; ma non badò egli d’aver presso di sè lo scaltro Eusebio vescovo di Nicomedia, ed altri o segreti o palesi campioni d’Ario, che s’abusavano della di lui confidenza ed autorità in favore di quell’eresiarca, e in pregiudizio della dottrina della Chiesa cattolica e del santo concilio di Nicea. Avvenne dunque che nel concilio di Tiro, Atanasio, insigne e santo vescovo d’Alessandria, scudo de’ cattolici, fu deposto, e in quello di Gerusalemme Ario ed i suoi seguaci furono ammessi alla comunion della Chiesa cattolica; tutti passi che offuscarono non poco la gloria di Costantino sulla terra, e che abbisognarono della misericordia di Dio per lui nell’altra vita. Portatosi a dimandargli giustizia sant’Atanasio, in vece di ottenerla, fu relegato nelle Gallie. Altra novità nell’anno presente, novità pregiudiziale alla sua politica, fece l’Augusto Costantino; perchè, non contento di aver dichiarati Cesari i suoi tre figliuoli, cioè Costantino, Costanzo e Costante3372: nel settembre di quest’anno conferì il medesimo titolo di Cesare e di principe della gioventù a Flavio Giulio Delmazio suo nipote, perchè figliuolo di Delmazio suo fratello. Un altro nipote, nato dal medesimo suo fratello, avea Costantino, per nome Flavio Claudio Annibaliano. Il creò re del Ponto, della Cappadocia e dell’Armenia minore. Per attestato ancora dell’Anonimo Valesiano3373, gli diede in moglie Costantina o sia Costanziana sua figlia, decorata del titolo d’Augusta. Disavvedutamente con questi atti di munificenza, lodevoli per altro in sè stessi, trattandosi di esaltare parenti suoi sì stretti, non badò il saggio Augusto che egli seminava le discordie fra i proprii figliuoli e i lor cugini. Non andrà molto che ce ne accorgeremo. Benchè sia incerto il tempo, in cui ad un certo Calocero, uomo vilissimo, saltò in capo la follia di farsi imperadore, pure non è fuor di proposito il darne qui un barlume di conoscenza (che di più egli non meritava), giacchè san Girolamo3374 e Teofane3375 ne parlano all’anno 29 di Costantino. Costui pare che occupasse l’isola di Cipri; ma un fuoco di paglia fu questo: dall’armi imperiali egli restò in breve oppresso, e condannato ai supplizii degli schiavi ed assassini. Recitò Eusebio vescovo di Cesarea nel settembre di quest’anno in Costantinopoli quel panegirico3376 che di lui abbiamo in onore di Costantino Augusto. E nell’ultimo dì parimente dell’anno presente passò a miglior vita san Silvestro papa3377, pontefice gloriosissimo, perchè a’ suoi tempi, ed anche, siccome possiam conghietturare, per cura sua, si vide trionfar la croce di Cristo nel cuore di Costantino, ed alzar bandiera la religion cristiana sopra l’antica superstizione di Roma pagana; di Roma, dico, dove tanti insigni templi sotto di lui si cominciarono a dedicare al vero Dio, siccome può vedersi nella storia ecclesiastica.