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Anno 224

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Anno di Cristo CCXXIV. Indizione II.
URBANO papa 3.
ALESSANDRO imperadore 3.
Consoli

GIULIANO per la seconda volta e CRISPINO.

Forse non è ben certo che Giuliano fosse console per la seconda volta, essendovi leggi, fasti ed un marmo1928 che non vi mettono questa giunta. Camminava con felicità il governo di Roma tra per l’inclinazione al bene e alle opere virtuose che seco portava il giovane imperador Alessandro, e per la saviezza e vigilanza de’ suoi ministri e consiglieri, principalmente di Domizio Ulpiano, celebratissimo giurisconsulto, creato poscia da lui prefetto del pretorio. Non lasciavano Giulia Mesa sua avola e Giulia Mammea sua madre, amendue decorate del titolo di Auguste1929, di vegliare alla buona condotta e preservazion dai vizii di esso lor nipote e figliuolo, studiandosi sopra tutto di tener lontani gli adulatori, gran peste delle corti, e chiunque potea guastar il cuore del ben educato principe. E pur [p. 773 modifica]con tutta la loro attenzione s’introdussero presso di lui alcune persone di questa mala razza, le quali colle lor persuasioni e cabale cotanto gli screditarono, come un giogo intollerabile, la dipendenza sua da quei consiglieri, che lo indussero a non più ascoltarli. Ma durò poco questo suo sviamento, perchè, conosciuta la lor malizia, li cacciò, e feceli anche gastigar dal senato secondo il merito loro, con attaccarsi più di prima a coloro che poteano farlo regnare con giustizia ed onore. Ancorchè fosse di buon’ora ispirato ad Alessandro l’abborrimento alla disonestà, e servissero a lui di un vivo specchio della deformità di questo vizio gli eccessi di suo cugino Elagabalo; e tuttochè egli in fatti avesse sempre in orrore i delitti contra della castità, talmente che la storia non fa giammai menzione ch’egli trasgredisse le leggi prescritte in ciò dagli stessi Gentili: pure avrebbe potuto il bollore della gioventù tirarlo fuor di cammino. Per questo gli fu data in moglie una dama della primaria nobiltà di Roma, a cui prese affetto, e rendeva ogni conveniente onore, con favorire assaissimo nel medesimo tempo il suocero suo. Erodiano1930 non ne lasciò a noi il nome, nè sappiamo il tempo in cui egli si ammogliò per la prima volta, e nè pur le seguenti. Ma che? Mammea sua madre, che dopo la morte di Giulia Mesa, mancata di vecchiaia, voleva essere l’arbitra del figliuolo, non soffrì lungo tempo che la nuora si fosse impossessata cotanto del cuore del figliuolo, e godesse al pari di lui il titolo di Augusta; e però cominciò a maltrattarla sì fattamente, e seco il di lei padre, che questi, benchè amato non poco da Alessandro, si ritirò un dì nel quartier dei soldati dicendo di render grazie all’imperadore dei benefizii a lui compartiti, ma senza voler più comparire alla corte; e qui sfogò la sua collera contro di Mammea, divolgando tutte le ingiurie a lui fatte e alla figliuola. Tal fu di poi la prepotenza di Mammea, che fece ammazzar lui, e relegare in Africa la infelice nuora. Se questo è vero, non è da credere che Mammea fosse cristiana, come han pensato alcuni1931, perchè ella veramente ebbe del latte cristiano, ed ascoltò Origene, come attesta Eusebio1932. Ma potrebbe essere che Erodiano non sapesse tutte le particolarità ed i motivi di quel fallo. Lampridio1933 certamente scrive, coll’autorità di Desippo istorico, che Marziano suocero di Alessandro gli tese delle insidie per ammazzarlo; ma che, scoperto il fatto, costui fu ucciso, e scacciata la moglie Augusta. Aggiunge altrove il medesimo Lampridio che un Ovinio Camillo, senatore di antica famiglia, tramò una ribellione, e se n’ebbero le pruove. Il buon imperadore, in vece di punirlo, il fece chiamar a palazzo, lodò il suo zelo pel pubblico bene, e poi nel senato il dichiarò partecipe dell’imperio, cioè gli diede il nome di Cesare e gli ornamenti imperiali. Avea detto prima lo storico stesso che al suddetto Marziano suocero fu dato il titolo di Cesare. Quel Camillo dipoi nella spedizione di Alessandro contro i Barbari rinunziò, e gli fu permesso di ritirarsi in villa, dove lungo tempo visse; ma in fine fu fatto uccidere dall’imperadore, perchè era uomo militare ed amato assai dai soldati. Truovasi del buio in questi fatti; ma vi è tanto barlume che basta a far dubitare che giusto motivo non mancasse a Mammea di atterrare il suocero del figliuolo, e la nuora ancora, caso che anch’essa fosse stata partecipe della fellonia del padre. Oltre di che, lo stesso Lampridio scrive che un tal avvenimento vien da alcuni riferito ai tempi di Traiano. Che Alessandro sposasse Memmia, figliuola di Sulpizio stato console, lo abbiamo

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dal suddetto Lampridio. Forse questa fu la seconda sua moglie. Trovasi anche nelle medaglie1934 una Sallustia Barbia Orbiana Augusta, ed hanno inclinato alcuni letterati1935 a crederla moglie del medesimo Alessandro imperadore. Ma trovandosi in quelle medaglie CONCORDIA AVGVSTORVM, parole significanti l’esistenza allora di più di un Augusto, a me non sembra verisimile la loro opinione.