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Andria/Atto quarto/Scena II

Atto quarto - Scena II

../Scena I ../Scena III IncludiIntestazione 7 agosto 2009 75% commedie

Publio Terenzio Afro - Andria (II secolo a.C.)
Traduzione dal latino di Luisa Bergalli (1735)
Atto quarto - Scena II
Atto quarto - Scena I Atto quarto - Scena III


 
MISIDA, PANFILO, CARINO, DAVO.

Misida
OR or, dovunque siasi il vostro Panfilo,

Lo troverò, e lo condurrò qui
A voi: ma intanto voi, figliuola mia,
Non vi affannate.

Panfilo
Misida?


Misida
Chi è?

O voi mi date innanzi a tempo, Panfilo.

Panfilo
Che v’ ha di nuovo?


Misida
La padrona m’ha

Imposto, ch’io vi pregassi, che voi,
Se le volete ben, veniste là,
Ch’ella ha gran voglia di vedervi.

Panfilo
Oimè

Son morto. La faccenda va di male
In peggio. Vedi tu, com’ io, ed essa
Siam tormentati, tristi a noi, per tua
Opera? Certo ella mi fa chiamare,
Perch’ella avrà sentito la novella
Di queste nozze.

Carino
O come agevolmente

Potevano chetarsi queste cose
Se costui stava in pace.

Davo
Orvia, se egli

Non impazza da sè davanzo, dategli
La spinta.

Misida
Inverità per questo appunto

Ma vi chiama, ed è in maninconia,
La poveretta, per questo.

Panfilo
Io ti giuro

Misida, per gli Dei tutti, che mai
Non l’ abbandonerò; s’ io mi credessi,
Che mi avessero a diventar nimici
Tutti gli uomini. Io l’ho bramata, l’ho
Avuta; i nostri costumi si affrontano
Vadano col malanno tutti quei,
Che ci vorrebbon vedere disgiunti
Nessun la mi torrà, fuor che la morte.

Carino
Io torno in vita.


Panfilo
Non rispose mai

Apollo il vero, più di quel, ch’io ho fatto
Adesso. Se si può far, che mio Padre
Non creda, che le nozze vadian rotte
Per mia cagione; io l’ ho caro, non si
Può? vada la faccenda come vuole,
E sì lo sappia. Ora, che ve ne pare
Del fatto mio?

Carino
Che mi parete misero,

Come son io.

Davo
Io vo cercando pure

Qualche partito.

Carino
Almeno voi avete

Più coraggio di me.

Panfilo
So, che buon esito

Doverà aver questo tuo bel partito,
Che cerchi.

Davo
Certamente io farò poi

Qualche cosa.

Panfilo
Il bisogno sare’ subito.


Davo
Sonne a segno.


Carino
Che è?


Davo
Io sonne a segno

Pel Padron, non per voi, che non mi aveste
Franteso.

Carino
Ho inteso si.


Panfilo
Che farai tu?

Di grazia?

Davo
Io ho timore, che mi manchi

Il tempo tra le man, per colorire
Questo disegno, non vogliate credere,
Ch’io possa indugiar qui a raccontarvelo;
Però nettate di qua, che mi siete
D’impaccio.

Panfilo
Intanto io anderò su da lei.


Davo
Che fate voi, che non andate?


Carino
Vuoi

Che io ti dica il vero?

Davo
E’ sarà qui,

Con qualche nuovo prologo.

Carino
Di me,

Che farà egli?

Davo
Di me, voi siete pure

Rincrescevole, non vi pare assai,
Ch’io vi do tempo stornando per lui
Queste nozze?

Carino
Ma infin poi, Davo?


Davo
Che

Volete dunque?

Carino
La vorrei per moglie.


Davo
E questa è ben da ridere.


Carino
Se fai

Qualcosa, vien da me.

Davo
O a che fare?

Io non ci ho nulla in piè.

Carino
Ma pure se…


Davo
Orsu verrò.


Carino
Se ti accadesse alcuna

Cosa io sarò in casa.

Davo
Tu sta qui

Ad aspettarmi un poco, che io torno.

Misida
Perchè?


Davo
Perchè bisogna far così.


Misida
Spacciati.


Davo
O, dico, che io torno adesso.