Abbandono

Giovanni Prati

Olindo Malagodi 1878 Indice:Prati, Giovanni – Poesie varie, Vol. II, 1916 – BEIC 1901920.djvu sonetti Abbandono Intestazione 23 luglio 2020 25% Da definire

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Antonello da Messina Bacio di Giove
Nuvola apps bookcase.svg Questo testo fa parte della raccolta XIV. Da 'Iside'
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X

ABBANDONO

L’infida! ella s’è tolta
da le mie quattro mura,
perché la voce ho dura,
perché arruffato ho il crin,
5perché rissai talvolta
co’ miei diversi affanni,
perché inadorni ho i panni,
perché son vecchio alfin.
Negli eleganti crocchi
10spesso l’infida io miro
la celia ed il sospiro
fra i giovani alternar;
e mi si turban gli occhi,
e al cor la man mi reco,
15quand’ella scherza, o meco
si pone a favellar.

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Ricordo il primo riso,
che su’ miei labbri è spento:
il primo ciel rammento
20or che piú mia non è;
e, a lei da canto assiso,
vorrei baciarla in volto;
ma, a non sembrarle stolto,
di lá rimovo il piè.
25Però fuggiasco e solo
mi segue in sul cammino
un alito divino
de la sua chioma in fior.
Mi corron dietro a volo
30le melodie d’un giorno,
e con que’ sogni intorno
sento l’antico amor.
Deh! non m’olTrir la mano
deh! non chiamarmi a nome
35io le tue dolci chiome
non bacerò mai piú.
Lasciami andar lontano,
cenere e gel son io:
addio, per sempre addio,
40mia bella Gioventú.