Tu vuoi ch’io canti, oh dio!

Tommaso Crudeli

XVIII secolo Canzoni Letteratura Tu vuoi ch’io canti, oh dio! Intestazione 9 luglio 2014 75% Da definire

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(Databile ante 1738)


Canzonetta


Tu vuoi ch’io canti, oh dio!
di che cantar degg’io?
forse di tua pietà?
Ah che in codesto petto
5non ebbe mai ricetto
altro che crudeltà!

Dunque cantare io voglio
di quel superbo orgoglio
che intorno al cuor ti sta,
10al quale io non so come
abbia tu posto nome
di onor, di castità.

Dunque un diaccio del cuore,
un nemico di amore,
15un odio, un’empietà
da te sarà chiamato
col nome venerato
di bella purità?

Alma disamorata,
20inumana ed ingrata
sempre quella sarà,
che vivendo languire,
e languendo morire
l’amato ben farà.

25Ah tu mi giri altera
quella pupilla nera,
e poi ti volti in là?
Ah mio destin perverso,
ecco ch’io muto verso,
30torna, deh, torna in qua!

Bella su notte bruna
è l’argentata luna,
che per lo ciel sen va.
L’altre lucenti stelle
35tutte apparir men belle
l’almo suo raggio fa.

Ma grazioso pastore
arse per lei d’amore,
e ritrovò pietà;
40or vedi il giovinetto
dolce pigliar diletto
di celeste beltà.

Bella è l’alba vermiglia,
del sol fulgida figlia,
45che in orïente appar;
al suo venir lucente
si fa lieto e ridente
il ciel, la terra e il mar.

Or questa dea sì bella
50amò… ma, mia Nigella,
ove ne fuggi tu?
Ella è da me sparita:
amor porgine aita,
oh dio, non posso più!