Trionfo e Danza della Morte, o Danza Macabra a Clusone. Dogma della Morte a Pisogne, nella provincia di Bergamo, con osservazioni storiche ed artistiche/Al lettore

Al lettore

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AL LETTORE




Rendo di pubblica ragione un lavoro che avrei volentieri stampato quattro anni prima, se una grave indisposizione fisica e morale non mi avesse impedito di condurlo a compimento. Egli è tenue, ma interessante per la Storia Archeologica-Artistica-Morale, ed affatto nuovo per l’Italia.

Nell’anno 1854 leggendo per caso il Giornale della Provincia di Bergamo, rinvenni con mia soddisfazione nei numeri 21 e 28 agosto 1846 un articolo del signor Gabriele Rosa bresciano, in cui era descritto il Trionfo e la Danza della Morte, che vedesi dipinto a fresco nel Borgo di Clusone1; e del pari rinvenni [p. ii modifica]un altro articolo nel numero 11 settembre 1846 del succitato giornale sotto lo specioso titolo di Danza Macabra2 in Clusone, risguardante il medesimo dipinto, e scritto dall’egregio signor conte Vimercati Sozzi di Bergamo.

Dietro la lettura di que’ due articoli, feci risoluzione d’intraprendere una gita a Clusone, per accertarmi se alcun che d’interessante si potesse rinvenire intorno a questa lugubre composizione, eseguita in un sito recondito di Lombardia e direi quasi negletto, fra dirupati terreni, alle falde delle Alpi Rezie.

Infatti recatomi colà nel settembre dello stesso anno 1854, non appena fissai l’occhio su quel gran quadro, dipinto a buon fresco, ebbi a stupire come un’opera tanto immaginosa nel concetto, straricca nella composizione, ed appartenente all’aureo secolo XV, sarebbe rimasta ancora dimenticata, se il solerte signor Rosa non ce ne avesse dato contezza, mostrando così agli eruditi, non essere unica in Italia quell’altra Danza di Como pubblicata dal signor Zardetti3, opera di merito assai inferiore a quella in discorso.

Maravigliai maggiormente al considerare come questa pittura di Clusone venisse trascurata, e quel che è [p. iii modifica]peggio, da mano barbara in alcune sue parti mutilata: quindi mi affrettai ad inviare colà un diligente ed esperto artista il quale avesse a trarne un esatto disegno. Vedi le Tav. I.ª II.ª III.ª e IV.ª

E perchè il presente lavoro riesca di maggiore interesse, vi aggiunsi la illustrazione di un altro singolare affresco intitolato il Dogma della Morte che trovasi a Pisogne sulla facciata della Chiesa della Madonna della Neve, solo a poche miglia lontano da Clusone. Vedi le Tavole V.ª e VI.ª

Non tralasciai d’indicare le varie etimologie date al nome Macabra, come pure da chi prima fu usato, non obliando il famoso soggetto dei Tre morti danzanti di Liscola, e quello dell’agate nel Museum Florentinum. Vedi la Tavola VII.ª Ho riportato un primo quadro inedito, di una Danza dei Morti di Alberto Durero. Vedi la Tavola VIII.ª Unii l’iscrizione che sta scolpita in marmo della Danza di Napoli, come anche un Dialogo tra l’anima ed il corpo di un morto a mio credere certo non mancante d’interesse.

Ho voluto far menzione dell’antichissimo Codice da me posseduto, per il suo genere singolare e tuttora inedito della famosa Danza di Basilea Città.

Quando poi mi veniva il destro non ho tralasciato [p. iv modifica]d’inframmettere molte notizie storiche ed archeologiche che mi parevano a farsi all’argomento.

Ho posto questo mio lavoro anche in francese, e per diffonderlo più che si potesse, e perchè mi parve dovesse invogliare anche i forestieri che sebben già da trent’anni trattarono questo argomento con molta erudizione, giammai han sospettato che in Italia ci avesse la Danza dei Morti.


Disciplini di Clusone


disciplini di clusone.

Note

  1. Articolo riprodotto con alcune aggiunte nel giornale l’Euganeo di Padova del gennajo 1847, e che mi tornò acconcio scrivendo le presenti osservazioni.
  2. È vocabolo usato nel decimoterzo secolo dai francesi.
  3. Lettera, al Nob. sig. Lucini-Passalacqua, 1845, di soli 125 esemplari.